E' stata una settimana piuttosto dura. Non è raro quando si è in prossimità della chiusura di un collaudo (uno dei tanti da qui a Febbraio, almeno). Ancora una volta, però, ho fatto del mio meglio per gestire il tempo che avevo a disposizione. Tempo che, di fatto, non è stato così abbondante come in altre occasioni. A cominciare già dallo scorso lunedì, con Roma letteralmente paralizzata dal traffico: solo uno dei possibili effetti delle lunghe e copiose piogge che continuano a sferzare la città da giorni e giorni. Senza contare lo sciopero generale dei trasporti di venerdì, che ci ha regalato un'ora e poco più di ritardo, giusto in tempo per il nostro rientro a Napoli. Naturalmente sotto la pioggia. Avevo dimenticato quanto l'umidità potesse incidere materialmente sul clima.
Lo sbalzo di temperatura è stato notevole, forse più per quanto riguarda le percepite.
Si, lo so, in fondo siamo a Novembre inoltrato, e non dovrei lamentarmi troppo, tutto sommato.
E, pur passando periodicamente dal clima sub-tropicale dell'ufficio, ai 12 gradi (con annessa umidità) dell'esterno, posso ritenermi fortunato a non aver beccato febbre, influenza, varie ed eventuali.
Non posso permettermi di ammalarmi, considerando l'impegno di lunedì prossimo, fatidico giorno per mia cugina Annalisa che convolerà a giuste nozze con il suo fidanzato americano. Ah, proprio quest'ultimo, a proposito, ha scelto me come suo testimone di nozze. Una bella responsabilità, che mi onora non poco. Soprattutto conoscendo il valore "anglosassone" di tale ruolo. E' la prima volta che mi succede, e provo un bel po' di sentimenti misti.
Soprattutto orgoglio, ma non nascondo di essere un tantino nervoso. Avete presente quella sensazione che si prova quando si è impreparati? O quando si teme (anche in maniera ingiustificata) di non essere all'altezza della situazione o delle aspettative altrui? Ecco, diciamo che più o meno siamo lì.
Succede a periodi, non si tratta di una condizione cronica. Alti e bassi, all'ordine del giorno.
Ci sono volte in cui ho meno preoccupazioni per il futuro. Meno pensieri che mi frullano per la testa.
Di solito riesco ad essere più positivo, spensierato, ottimista in generale. Suppongo sia uno dei tanti riflessi della mia età, della mia educazione, del contesto in cui sono cresciuto.
Che si tratti di una giornata dedicata ad un evento importante, o del mio rendimento sul lavoro, piuttosto che della costruzione di nuovi rapporti interpersonali, cerco sempre, per quanto possibile, di controllare le mie perplessità, i miei piccoli momenti di sfiducia, provando a trasmettere energia positiva. Sono convinto che riuscirò a farlo in ogni momento, imparando a gestirmi ancora meglio sotto questo aspetto. E so anche che, in questo percorso, potrò subire dei colpi o, cosa addirittura peggiore, potrò rischiare di ferire qualcuno. Ad oggi non ho alternative, se non quelle di assumermene i rischi e tutte le responsabilità che ne deriveranno. Come ho sempre fatto.
In fondo questo periodo rappresenta il preambolo alla stagione invernale, al dormire sotto la trapunta, al calore familiare, alle festività Natalizie ed a tutta una serie di cose che personalmente adoro: per quanto possa sembrare retorico, non sarà qualche "giorno di pioggia", a cambiare ciò che provo.
Certo, lo so. Di strada da fare ne ho ancora parecchia, e non posso permettermi il lusso di perdere altro terreno. Non dopo quanto fatto e visto durante quest'ultimo anno.
Dal vuoto di una camera d'albergo, fisicamente lontano dai miei affetti, sarà tutto meno semplice. Certi giorni, anche la solitudine potrà sembrare più cupa e più pesante rispetto al solito.
Ma d'altro canto mi aiuterà a concentrarmi meglio sui traguardi che intendo raggiungere, a dispetto dei sacrifici da fare, ed a farmi scivolare addosso tutta la diffidenza che potrò ricevere.
Perché, nonostante tutto, come recita una delle mie canzoni preferite, "non far caso all'oscurità, possiamo ancora trovare una soluzione, e non c'è nulla che duri per sempre, persino la fredda pioggia di Novembre".

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