giovedì 23 novembre 2017

Time of Your Life... (Happy Birthday to You!!!)

Si, è vero. A differenza di quanto facevo inizialmente, mi ritrovo ad aggiornare questo "spazio" soprattutto nel fine settimana. Il più delle volte, questo accade tra sabato e domenica mattina o, al massimo, nel pomeriggio. Questo perché, in linea di massima, mi riesce più facile scrivere quando ho del tempo a disposizione, senza fretta o pressioni esterne. Senza contare il fatto di essere "materialmente" lontano da casa, e dal mio computer, tramite il quale riesco a dare libero sfogo a tutto quello che mi passa per la testa.

Quando sono qui, a Roma, trascorro la maggior parte della mia giornata in ufficio. Ma di questo ne avrò già abbondantemente parlato (o scritto) in uno degli ultimi post, tra quelli più recenti. Inutile ribadirlo, insomma. 

Tra un allenamento in palestra ed una possibile uscita tra colleghi, con annessa cena di rito (mi sa che sempre più spesso opteremo per il Cinema), ho comunque potuto constatare che ci sia ancora del tempo da poter dedicare a me stesso, e con questo intendo alla possibilità di aggiornare il blog. Sebbene non sembri necessariamente che sia così, sappiate che le due cose possono coincidere.

In fondo, è sempre stato così: che si trattasse di lasciare una dedica sulla Smemoranda di qualche compagno di classe al Liceo, o di scrivere un Match Report sul primissimo sito web di "Arsenal Italia Blog", ho sempre svolto questa attività per il mio benessere, e ancora oggi riesco a trarne beneficio. Con il tempo, e con tutto ciò che con esso è accaduto nella mia vita, ne avevo perso di vista gli effetti terapeutici, ne avevo sottovalutato l'importanza. Salvo poi ricredermi, fino a riprendere da dove avevo lasciato. Più o meno.

Magari avrei potuto aspettare sabato prossimo, al mio rientro a casa, per buttar giù qualche riga, ed aggiornare il mio diario. Invece no, non stavolta. Non me lo sarei potuto permettere. Non avrei mai voluto tardare, nemmeno di un solo giorno, per tornare a scrivere, come faccio già da un po' di tempo a questa parte. Magari non avrò il mio computer, ma il pc portatile che uso per lavoro andrà bene ugualmente. Ecco, trovato l'escamotage.

Ed ecco trovato anche lo spunto per introdurre l'argomento (a volte basta veramente poco per sbloccarsi). Si, lo so che spesso tendo a dilungarmi, partendo per la tangente. Non c'è bisogno di sottolinearlo. Sono perfettamente consapevole di non avere il dono della sintesi. Purtroppo o per fortuna.

Così come, alla stessa maniera, sono consapevole che la mia memoria, di tanto in tanto, tenda a perdere qualche colpo. 
Sarà in parte per la testaccia che mi ritrovo, in parte per gli impegni che si accumulano, e per la pressione che inevitabilmente ne consegue, ma, lo devo ammettere, spesso mi capita di registrare qualche passaggio a vuoto. Potremmo definirli piccoli vuoti di memoria. Non parlo di memoria "visiva", almeno: quella sembra ancora piuttosto efficiente, non posso proprio lamentarmi. Anzi.
Mi riferivo in particolare a "fatti", momenti, episodi, situazioni in senso stretto. Mi rendo conto che in alcuni casi, mi perda proprio i pezzi, faticando a ricostruire ed a ricordare.

Tanto per fare un esempio, così su due piedi, verrebbe da chiedermi se, approfittando di questo mio spazio personale, abbia già parlato delle vicende legate al mio compleanno e del modo in cui l'abbia sempre vissuto. Probabilmente, ne avrò già raccontato qualcosa in uno dei post più vecchi, magari introducendo l'argomento in maniera ermetica, o partendo da tutt'altro discorso. Mi sorge il dubbio. Potrei aver già scritto da qualche parte di essere nato il giorno 1 di Agosto del lontano 1983, in pieno periodo estivo. Non ricordo di aver scritto di quanto fosse strano il non avere mai avuto la possibilità di fare una festicciola in classe, con i propri compagni alle scuole elementari.

Potrebbe essermi passato di mente, ma non mi pare di aver raccontato di come, da adolescente, trascorressi il giorno del mio compleanno praticamente in "villeggiatura", con gli zii (il mio padrino Carmine, e zia Rita) che mi portavano con loro in Calabria, al mare, ospitandomi generosamente ogni anno, per ben sette anni, onorando ogni volta il primo di Agosto, con una "sontuosa" Torta Romantica dell'Algida (forse uscita fuori produzione già da qualche decennio), rigorosamente da dividere in quattro spicchi, rischiando una tremenda colite notturna, senz'altro in linea con il mood, già di per sé piuttosto nostalgico. E potrei non aver mai avuto l'occasione di raccontare della mia unica vera festa di compleanno (in effetti, l'unica di cui mi sarei potuto ricordare, escludendo quelle di quando portavo ancora il pannolino), la festa per eccellenza, quella dei fantomatici 18 anni, quella importante, da celebrare in bello stile, con tanto di locale "chic", brindisi a bordo-piscina, comprensiva di amici di classe, amici di infanzia, orologi Bulova, musica in filodiffusione, parenti e cugini, vicini e lontani. Un evento unico, mi dicevano, nella vita di ciascun individuo, con una priorità ed un'aura di sacralità talmente forte, da averlo posticipato ad Ottobre, in occasione del mio Onomastico. Bene, ma non benissimo.

E' possibile che ne abbia già parlato in precedenza, che ne abbia accennato qualcosa. Se così non fosse, ben venga questo rapido e striminzito "recap", che almeno a qualcosa servirebbe.
E comunque non è questo il punto. Perché, in fondo, magari starò perdendo colpi, ed è evidente quanto abbia, nel tempo, perduto la concezione del mio compleanno come evento da festeggiare nel vero senso del termine. Ma a dispetto di tutto questo, non ho certo perduto il senso della "ricorrenza", e dell'importanza soggettiva che da questa ne deriva.

Ecco perché la data di oggi non è casuale. Rappresenta il nuovo inizio, in particolare il "mio" nuovo inizio. Dopo un anno esatto, sono ancora "qui", a scrivere su queste pagine, a raccontare il mio tempo, la mia vita, i miei pensieri, a rivelare i miei sogni e, con essi, le mie paure.
Da quella sera del 23 Novembre del 2016, da quando, dietro suggerimento di una persona stimata, ho ripreso un'abitudine che credevo ormai del tutto sopita, è già trascorso un intero anno, durante il quale ne sono successe davvero tante, e durante il quale mi piace pensare di non essere stato da solo. Di aver condiviso, seppur in maniera particolare, molto più di quanto avrei mai immaginato. Un primo anno di attività, che soltanto per questo merita di essere ricordato, sottolineato, con tanto di evidenziatore. Un evento che resterà tale, senza preoccuparsi di chi ci sarà, di chi avrà altro da fare o di chi sarà già andato via, irrimediabilmente.

Non so ancora fin quando continuerò a scrivere, fin quando continuerò ad aggiornare questo spazio. Questo stesso post potrebbe essere l'ultimo, non c'è nulla di programmato, chi può dirlo? Al momento, praticamente nessuno.

Ma una cosa la so per certa, e questo prescinde anche dalle mie non brillantissime facoltà mnemoniche: fino a quando avrò modo di stare qui, di scrivere o, meglio, di trascrivere ciò che sento e ciò che ho dentro, lo farò sempre in maniera libera, spontanea e senza filtri.
Con la presunzione di trovare qualcuno interessato a leggerne gli stralci, con la passione sempre accesa per il confronto, con la speranza di crescere, diventando più maturo, senza per questo nuocere al mio lato di "ragazzino" ingenuo, senza mai perdere la fiducia, facendo il massimo per riuscire a far passare il messaggio. Sia esso improntato sul modo in cui mi troverò ad affrontare una determinata situazione, piuttosto che basato sulla descrizione di una o più mete, tra quelle che intendo raggiungere durante i miei futuri viaggi, non farà alcuna differenza.

Basterà solo che arrivi a destinazione, nella maniera più semplice e diretta possibile. Un po' come questo post. Che vuole essere un augurio, di Buon Compleanno, a tutto l'insieme ed a chi, da un anno a questa parte, si troverà in un modo o nell'altro, a curiosare tra queste pagine. Dove si raccontano la vita, la storia e i pensieri di un Alieno.




Nessun commento:

Posta un commento