domenica 19 novembre 2017

Come Clean...

Ho imparato, sulla mia pelle, che le scelte facciano cosi tanto parte della nostra vita, da poterla determinare, fino al punto di modificarne (nel bene o nel male) completamente il corso. E a volte non importa in che modo lo facciano, perché lo fanno, inesorabilmente, senza che ce ne rendiamo conto. Certo, se dipendesse dall’entità delle scelte, capirlo o solo intuirlo sarebbe più facile. Perché spesso, il più delle volte insomma, ci sembra che tutto sia determinato da quelle scelte enormi. 

Quelle grandi, smisurate come montagne, importanti al punto da far tremare le gambe. Che già nel momento stesso in cui si pongono dinanzi a noi, sembra già sia cambiato qualcosa. Sembra… anche se poi non è così. Non sempre, almeno. Non vanno mai dimenticate infatti quelle scelte piccolissime, impercettibili, letteralmente invisibili. Sono tanto apparentemente insignificanti, che le prendiamo senza accorgercene. In un secondo momento, magari ce ne accorgiamo, Ma solo dopo. Quando sembra sia troppo tardi. O quando magari la nostra vita comincia a cambiare in meglio, e non sappiamo ancora a chi attribuirne il merito. Qualcosa di importante e di meraviglioso si staglia di fronte alla nostra vita, ed ecco che saltano fuori i come, i quando, e i perché. Poi ci si ferma, ci si calma. Iniziamo a pensare e a cercare di ricordare. A riflettere, facendo mente locale. Escludiamo i Santi, troppo impegnati (giustamente) altrove. Eliminiamo a priori i miracoli (non siamo certamente noi a meritarceli). E allora? Non ci viene in mente null’altro? Come volevasi dimostrare, quindi. Piccole, impercettibili scelte.

Difficilmente ci ricorderemo come e quando le abbiamo affrontate, o intraprese, ma sapremo che la nostra vita si sarà poi mossa in relazione a tali decisioni prese quasi inconsciamente. Pertanto a nulla varrà la “spinta” proveniente da tutte quelle decisioni imbarazzanti, solenni o difficili da prendere. Non sarà necessariamente la scelta della facoltà a influenzare con stabilità il proprio futuro. La decisione o meno di consegnare un documento agli addetti alla burocrazia, di presentare una candidatura ad una certa offerta di lavoro, non cambierà più di tanto. 

La scelta del ristorante in cui festeggiare il proprio Matrimonio, la propria Laurea, per dire, sarà pure importante, ma fino a che punto? E vogliamo parlare della scelta in merito alla propria ideologia politica? Ai giorni nostri poi? Oh no, da scartare completamente. Pensiamoci meglio, va. Ci dev’essere qualcos’altro. Si che c’è. Poi ce ne accorgiamo, con effetto ritardato. Ben altre sono le scelte che facciamo e che si ripercuotono poi significativamente su di noi. 

Scegliere di alzarsi, piuttosto che rimanere a letto. Può sembrare un’inezia, ma può influenzare il nostro modo di comportarci, di affrontare gli ostacoli, e ci abitua al sacrificio. Scegliere di fidarsi delle persone, per poi trovarsele, al proprio fianco, e non rimanere soli. Scegliere di seguire il cuore nelle situazioni che ci si presentano, anche a costo di soffrirne; scegliere di farsi in quattro per un amico, senza pensare al fatto che possa, o meno, sdebitarsi in egual misura; scegliere di mettersi in discussione in prima persona, senza giudicare gli altri; scegliere di non fare gli sbagli che fanno gli altri, temendo il rischio di sembrare meno interessante o popolare agli occhi delle persone; scegliere di essere sé stessi, nonostante sia talvolta una cosa difficile da accettare, senza tendere a voler essere qualcun altro; scegliere di essere “veri”, senza nascondersi dietro ciò che non si è, senza filtri, facendo il proprio dovere, con correttezza e lealtà, per venirne sempre fuori puliti. 

Tutto questo ci determina veramente, ed influirà su ciò che saremo poi. Piccole o grandi che siano, le scelte implicano e comporteranno sempre delle conseguenze che andranno ad influire su quello che sarà di noi. E non importa perché, come e quando lo facciano. Perché intanto lo fanno, sebbene non sia semplicissimo rendersene conto all’inizio. Ogni scelta ha sempre delle conseguenze. 

C’è poco da fare. Si è liberi di scegliere ma nello stesso tempo, ironia della sorte, si è obbligati ad accettarne le conseguenze. Buffo, vero? Conseguenze che possono essere dure come sentenze a volte, ma che vanno accettate completamente, senza differenze. Bisogna prendere tutto il pacchetto. Anche quando magari non risulta di nostro gradimento. Lo sa bene chi sceglie (anche inconsapevolmente) di estromettere una persona dalla propria vita. Sia che lo faccia di sua volontà, con una scelta ben determinata, sia che lo faccia perché non si capacita a scegliere, credendo di poter rimanere in eterno in bilico, con la propria indecisione. Credendo. Perché poi non sarà sempre così. 

L’indecisione lo lascerà privo di quella persona, e con solo un mucchio di polvere nel vento. Penserà che avrebbe dovuto scegliere. Scegliere diversamente. Eh si… Perché in effetti gli esseri umani sono proprio strani. Apprezzano ciò che hanno, solo dopo averlo perso.


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