venerdì 28 luglio 2017

Synaesthesia (It's a kind of magic)...

So che leggendomi non si direbbe, ma durante gli anni del Liceo, la nostra docente di Italiano (pace all'anima sua) non faceva altro che ripeterci quanto fosse importante saper padroneggiare l'analisi del testo. Il suo era come un mantra, costante ed inevitabile. Ogni occasione era buona per esercitarci, soprattutto nel contesto dei famigerati compiti in classe. Prima di giungere al faticoso triennio, per me l'immagine del compito di Italiano era tutta racchiusa nel classico tema, da scrivere seguendo una traccia più o meno semplice, guidata insomma. Ben presto conobbi l'analisi del testo, e con essa lo studio e l'individuazione delle figure retoriche. Ne rimasi affascinato fin da subito.

Tutto questo sproloquio mi serviva in qualche modo a collegarmi con il titolo del post. 
Conoscevo la "sinestesia" come una delle tante figure retoriche, di cui sopra, da ricercare tra le righe dei classici del libro di testo, o fra le terzine dantesche ("là dove 'l sol tace"). In pratica, si tratta di quel particolare artificio con cui si accostano due o più parole, appartenenti a piani sensoriali diversi (cito testualmente la definizione).

Ebbene, ciò che in realtà ignoravo era invece un'altra accezione di questa parola, da tempo non più così frequente nel mio quotidiano. Un significato diverso, che quasi non credevo esistesse.
Provare a spiegarlo in questa sede, per iscritto, non mi risulta proprio agevole. Ma leggerne la definizione, che potrete trovare semplicemente "googlando" la parola, aiuterà parecchio a capire. 

Ecco, io personalmente ho trovato questa e la trovo piuttosto efficace:
"Fenomeno sensoriale/percettivo, che indica una contaminazione dei sensi della percezione. Il fenomeno neurologico della sinestesia si realizza quando stimolazioni provenienti da una via sensoriale o cognitiva inducono esperienze, automatiche e involontarie, in un secondo percorso sensoriale o cognitivo".

Mi rendo conto che soffermarsi così a leggerne banalmente la definizione, ci si possa sentire quasi indifferenti. Ma scommetto che l'effetto sarebbe totalmente diverso, se vi fosse capitato un esempio concreto, reale. Un'esperienza anche indiretta, ma comunque qualcosa di "tangibile", di vero.
A me in pratica è successo questo. Ho semplicemente avuto la prova dell'esistenza di soggetti sinestesici, ed è stato un confronto interessantissimo. Oserei addirittura dire una scoperta, perché no?

Forse, pensandoci più attentamente, avevo già sentito parlare in passato di questo particolare fenomeno (ci sono diversi video sul web che ne parlano e che lo descrivono perfettamente).
Magari non in maniera così specifica e dettagliata come invece questa persona è stata in grado di spiegarmi, ma riflettendoci, si, devo aver letto qualcosa a riguardo da qualche parte.
E' possibile che, in un certo periodo della mia vita, abbia voluto approfondirne qualche aspetto per trovare delle "assonanze" con i lati più complessi del mio carattere. Magari anche per giustificare dei tratti della mia indole che in alcuni periodi della mia vita sono stati in grado di crearmi dei contrasti, persino nel modo di vedere le cose e la realtà stessa. 

Col passare degli anni, sono arrivato a reputarmi una persona abbastanza sensibile, in alcuni casi anche troppo, ed ho finalmente imparato ad accettarlo ed a farmene una ragione.
Ho sempre pensato di possedere un animo "romantico" (parlo in generale, non mi riferisco necessariamente all'amore come categoria) e di riuscire a vedere le cose sotto una luce diversa rispetto al senso comune (da qui anche il sentirsi Alieno, come tema portante di questo blog).
E, ancora, ricordo molto bene che quando ero un bimbo (non avrò avuto più di 8 anni) tendevo a vedere i volti delle persone care (in particolar modo i nonni e le zie) nei cerchioni o nei copriruota delle vecchie Fiat Ritmo, Opel Kadett e Lancia Dedra.

Oppure, sempre parlando della propria infanzia, sembra ieri che passavo il tempo a disegnare la gloriosa maglia a strisce bianco-azzurre della Nazionale Argentina di Calcio su cartone, a grandezza naturale, per poi indossarla io stesso: pur sembrando una specie di cartellone pubblicitario semovente, bastava quel poco per riuscire comunque a sognare di solcare il campo insieme a Maradona e Caniggia. Ma qui siamo ben oltre, non si tratta di vedere il viso di Zia Annamaria nel copricerchio di una Fiat Regata. No.

Qui siamo su un piano completamente diverso, su livelli di percezione ben più profondi e soggettivi. E' una specie di Magia, per come la vedo io. Esistono persone, e ne ho avuto la prova, capaci di sentire il profumo delle parole. Persone in grado di attribuire un colore ad una voce. Sentirne la temperatura, scorgerne le sfumature, dalle più nitide a quelle più insignificanti. Sentire il sapore di una frase. E non si riduce soltanto all'utilizzo della propria immaginazione. 
Per chi, come me, bada molto a questi aspetti, non è poco. E' quel genere di esperienza che cattura la tua attenzione, che ti incuriosisce da morire. Al punto tale da creare interesse, e darti lo spunto per poterci scrivere su qualcosa. Esattamente come ho fatto io, in questa stessa circostanza. 

Quando scrivo, almeno quando provo a farlo, mi piace trarre ispirazione, "rubando" idee da qualunque cosa possa, in un modo o nell'altro, attirare la mia curiosità. Fatto questo, beh, mi limito semplicemente a collegare il proiettore al cervello (collegando le casse al cuore) ed a trascrivere le immagini e i suoni che ne vengono fuori. 

Chissà se un giorno sarò capace di diventare sinestesico. Mi dicono che possa avere basi genetiche e che, secondo una teoria, tale capacità possa disperdersi, con il tempo, crescendo e diventando adulti.
Francamente non lo so e, per quanto possa voler approfondire la materia, sono certo che continuerò a sperarci. Nella migliore delle ipotesi potrei coronare un sogno e, nello stesso tempo, sfatare un tabù.
In caso contrario, beh, saprei comunque di averci provato.
E, ad ogni modo, riuscirei comunque ad accontentarmi di poter imprimere su uno schermo, attraverso una banalissima tastiera, ciò che ho dentro, senza filtri. Come del resto ho fatto da 50 post a questa parte. Qualunque sia il sapore, l'odore, il suono o la consistenza del mio "messaggio", mi auguro e continuerò sempre ad augurarmi che esso arrivi a destinazione.






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