lunedì 3 luglio 2017

Dall'altro lato della Nuvola... (Lettera aperta al Ragionier Ugo Fantozzi)

Caro Paolo,

Chissà da quanto tempo Internet va avanti con questa storia. Mi è capitato più volte di leggere notizie sulla tua presunta morte, così di sfuggita, sulle pagine più "scrause" del cyberspazio.
Quando stamattina mi son svegliato ed ho acceso la TV per guardare il notiziario, avrei voluto con tutto me stesso che fosse una di quelle volte, che si trattasse di una bufala. Purtroppo, però, stavolta è tutto vero. Inutile dirti come ci sia rimasto. Faccio ancora fatica a trovare le parole.

Si, lo so. Non ti si vedeva da tempo in televisione, le tue condizioni di salute erano ormai precarie, e sarebbe stata una mera questione di tempo. Ce lo saremmo dovuti aspettare, ma non si è mai pronti a notizie del genere. Farsi trovare preparati è impossibile. 

Questo blog non nasce certamente con le intenzioni di commemorare o di sostenere elegie. Nemmeno sarebbe degno, figuriamoci considerando una "penna" del tuo calibro. Ma di certo lo posso considerare come una specie di raccoglitore, in particolar modo delle mie emozioni e di ciò che mi passa per la mente. E stamattina, con le lacrime agli occhi, non riesco a non pensare di aver perso una parte della mia infanzia, della mia adolescenza, che ancora oggi mi accompagna, sottolineandone gli aspetti più marcatamente tragicomici. E, bada bene, quest'ultimo non è un aggettivo scelto a caso.

Perdonerai il mio essere così riduttivo. Hai dedicato la vita al Cinema, al Teatro ed all'arte in generale. Come scriveva Marino Bartoletti stamane, sei stato un rivoluzionario della Comicità, ed il tuo genio indiscusso ti ha condotto all'apice del successo attraverso un percorso non convenzionale, e sicuramente non agevole. Mio padre mi ha raccontato di te, delle tue comparsate in "Quelli della Domenica" e della collaborazione con Alberto Lupo e Vittorio Gassman (che per ovvie ragioni non potevo seguire). Hai dato vita a diversi personaggi, passando da alcuni che ignoro (il professor Kranz) fino ad arrivare ai più noti (Giandomenico Fracchia o il riflessivo maestro Sperelli di "Io speriamo che me la cavo"). Ma personalmente ti sono e ti sarò sempre grato per il personaggio di Fantozzi, per il quale occorre senza dubbio una menzione a parte.

Non tutti saranno capaci di riconoscerne la grandezza. "Il prototipo del tapino, la quintessenza della nullità", non avresti potuto trovarne definizione migliore. Con poche ma potenti pennellate, avevi delineato il ritratto di ciò che era l'italiano medio durante gli anni '70. Avresti mai immaginato che lo stesso sarebbe stato così magistralmente attuale, persino a 30 o anche a 40 di distanza?

Invece non immaginerai mai le risate che hai saputo regalare a me, e a migliaia di altri della mia generazione (e non solo). Non sarò mai in grado di ringraziarti abbastanza per tutto questo.
Mi scuso ancora per l'essere così banale, ma a dispetto del tuo essere poliedrico, io voglio ricordarti così, cristallizzando per sempre la tua immagine in quella del mio mito, il Ragionier Ugo Fantozzi.
Una figura che andrà ben oltre lo stereotipo dell'impiegato medio, per me anche una sorta di "rifugio", nel quale ritrovarsi sovrapponendo l'ilarità alla frustrazione. Magra consolazione.

Chi di noi, con un minimo di sensibilità ed autoironia, non si è mai sentito un po' Fantozzi?
Allora alzi la mano chi, per le ristrettezze dei propri orari di lavoro, non ha mai dovuto bere un caffellatte con pettinata incorporata. Alzi la mano chi non ha mai preso l'autobus al volo (ma lo ha sempre sognato). Alzi la mano chi non ha mai voluto prendere lezioni di biliardo, salvo poi rivolgersi a chi "con me o si diventa campioni, o niente!". Forza, alzi la mano chi non è mai annegato in una partitella tra colleghi, scapoli e ammogliati. Chi non ha mai incalzato ad un cenone di Capodanno, sbuffando "Ritmo, ritmo... che finiamo prima". Alzi la mano chi non ha mai prenotato a colazione da Gigi il Troione, per far colpo su una collega. Ed, ovviamente, alzi la mano anche chi non è mai stato amante del Cinema espressionista tedesco. Mi rivolgo anche a chi magari gli avrebbe preferito un altro programma formidabile (calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto davanti al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero!). Ah, e alzi la mano chi non è mai stato azzurro di sci. Chi non ha mai ingoiato un tordo intero, passando dal Rosso Pompeiano al Blu Tenebra. Alzi la mano chi non ha mai fatto largo al Duca-conte. Alzi la mano chi non è mai stato all'Ippopotamo. O chi non vi ha mai portato la Prunella Ballor. Perchè Calboni, era quello che era, ma alzi la mano chi non ha mai provato a passare in mezzo ai faraglioni. E, questa è facile, alzi la mano chi non ha mai assaggiato gli spaghetti alla Montecristo.
Alzi la mano chi l'ha sempre chiamata "Exscansalar" (Excalibur, imbecille!). Alzino la mano infine quelli che non amano, ma bensì stimano moltissimo. Anche quelli che chiedono "Capovaro, posso andare?". E, perchè no, la alzino anche quelli che non possono, perchè "è sotto il tavolo".

Devono essercene tantissimi, come me, che lo stanno facendo. Ed io so solo che, personalmente, continuerò a farlo, ed a portare avanti il tuo mito, senza mai rinnegarlo, nemmeno per un secondo. 
Perchè anche se questa cosa della tua morte "è una cagata pazzesca" e faccio così fatica ad accettarla, tu per me resterai infinito. Lo avevi già ipotizzato come scenario, in uno di quei film, gli ultimi, a cui ho dato poca importanza. Se non faceva ridere in quel contesto, figuriamoci adesso.
Mi mancherai come la triglia mancava all'acquario del Megadirettore. Ma mi consolo ad immaginarti, per una volta almeno, dall'altro lato della tua nuvola da impiegato. 

Buon viaggio, Ragioniere.




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