giovedì 24 novembre 2016

Turning point...

"Tutto comincia con uno straordinario passaggio…" – Vedendo un film di non molto tempo fa, mi capita di leggere questa frase, poco prima della scena iniziale. Lì per lì, sembra la più banale delle affermazioni. Soprattutto considerando il contesto, quello tutto sommato calcistico, in cui il suddetto film si collocava. A qualche giorno di distanza, non posso fare a meno di pensarci su, di rifletterci. Non posso, soprattutto, fare a meno di scattare un’istantanea sull’ultimo periodo della mia vita, e rendermi conto di quanto quella affermazione abbia ragionevolmente un senso.
Eppure, spesso, la gente lo sottovaluta. Ci si sofferma su un goal, sulla parte finale dell’azione. Senza magari enfatizzare il passaggio da cui esso è scaturito. Senza il quale, lo stesso non avrebbe nemmeno avuto luogo. Si tende a considerare solo la parte finale dell’azione, perdendosene così la percezione della sua interezza. Ci si abitua, insomma, ad una visuale distorta, parziale, che non aiuta certamente a venir fuori dagli spazi stretti, che la pesante marcatura della vita ci riserva. In una vita dove le scelte sono sempre più obbligate e dettate dalla necessità, vale la pena liberarsi da una simile consuetudine mentale. Smettendo di considerare soltanto il fatto, l’evento. Ma allargando la propria "visione di gioco" ai tanti, possibili assist, che in un modo o nell’altro ci vengono proposti. Molti di questi sono obiettivamente poco sfruttabili. Altri sono talmente ghiotti che possono spaventare, disorientare. Coglierci impreparati, o in posizione irregolare. A me è successo. E’ successo proprio questo. L’illusione di esser riuscito nel mio intento. Di aver finalizzato l’azione. Di aver capitalizzato l’occasione che la vita, così inaspettatamente, mi offriva. Prima di sentire un gelido fischio. Prima di scrutare una maledetta bandierina alzata. Che decretava la fine di un sogno, di una serie di progetti e di future intenzioni. Molto più di un offside.
Destino avverso o semplice incapacità di sfruttare un’occasione? Probabilmente un concorso di cause. Ma a cosa servirebbe saperlo? A che scopo? Un fardello inutile da portar con sé. L’ennesima domanda priva di risposte. Un dubbio inutile, che non occorre serbar dentro, come fosse zavorra. Nonostante tutto, non è successo niente. La partita della vita continua. Continua ancora. Continua finché gambe, cuore e polmoni reggeranno. Non si ferma su un goal annullato. Non si ferma su un fuorigioco inesistente. E non si ferma a chiedersi perché.

Del resto non si fermano nemmeno le occasioni. Quelle, magari, le perdiamo di vista. Ma ci sono, quantunque impercettibili. Ed è da esse che tutto ha inizio. E’ da esse che la svolta si può concretizzare. Credo di averne una, proprio qui. Credo che mi stiano per fare un passaggio strepitoso. Uno di quelli, per intenderci, da cui comincia tutto. O da cui si ricomincia tutto. Daccapo, perché no. Non starò lì a chiedermi come. Non perderò tempo a chiedere cosa potrà esserci dopo. O a cosa potrò perdere. Non cercherò l’azione personale. Non valuterò necessariamente la mia posizione. Non tergiverserò. Sono spalle alla porta. E tutto sta per ricominciare…


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