venerdì 25 novembre 2016

Running High...

Correre, correre forte. A volte sembra la soluzione universale, per ogni cosa. Che sia a bordo della propria auto, in sella alla propria moto, a piedi, o con la fantasia, non ha importanza. Già. Pensandoci, mi viene in mente che a volte è così. Qualche esempio? Cos’è che mi viene in mente a riguardo? Beh, di sicuro, la prima associazione che mi viene da fare, si riferisce a quando c’era il problema di sbloccare una partita difficile, o addirittura rimontare: in entrambi i casi, c’era lui, Thierry Henry, che correva, correva forte, più velocemente di qualsiasi altro in campo e, portando a spasso il Carragher o il Sergio Ramos di turno, trovava la soluzione, nella maniera più magica e sorprendente possibile. Così come in alcuni momenti difficili, è stato utile correre, correre a vuoto, per non pensare, e alleviare il senso di rabbia. Correre, per andare avanti, sicuramente. E in questo caso, la direzione è ovvia, spontanea, inequivocabile. Poi, è chiaro, dipende dalle situazioni. Dal grado di rabbia e di disperazione. Perché nei casi peggiori, nemmeno conta, in fondo, verso quale direzione correre. Si seguono, indistintamente, le luci che si scrutano volta per volta. Magari anche senza sapere se esiste una soluzione. Intanto la speranza che essa ci sia, ci spinge, a correre, a correre forte. Anche in maniera inconscia talvolta. Non vedere l’ora che passi un determinato periodo, essere impazienti di volerlo a tutti costi superare… Cos’è questo, se non un voler correre, fuggire lontano? Dalla propria città, dalla propria età, da una serie di spiacevoli ricordi, da una scelta sbagliata, da sé stessi… o da tutte queste cose insieme. Il punto di fuga da cui ci si allontana non differenzia il puro oggetto del proprio “conatus”. Quello rimane tale. Correre ai ripari, in senso figurato, come si suol dire. Correre per seminare qualcuno, per superare qualcosa, per far passare l’attesa e lasciarsi il mondo alle spalle. Gli ostacoli ci saranno sempre. E nessuno sarà insormontabile. Per alcuni di essi però, varrà la pena di provare a superarli, correndo, correndo forte. Se possibile, nella scia lasciata dai compagni che la vita ci assegnerà come gregari, per la nostra personalissima volata. Allora non sarà importante verso quale direzione correre. L’importante sarà farlo senza voltarsi. Sempre.



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