venerdì 25 novembre 2016

Results may vary...

Credo fermamente che, per quanto possa essere difficile o triste un periodo, in futuro ce ne possano essere anche di peggiori. Così come credo che, in ogni caso, prima o poi il peggio passi. Credo che nella vita la sofferenza sia una componente essenziale. Può essere più o meno presente, questo si. Ma, alla fine, trovo che essa serva solo ad esaltare il sapore della felicità. Infatti credo anche che si possa essere felici. Persino quando questo possa sembrare assurda, impossibile, irrealizzabile. Ci sono tante, svariate piccole cose, le più semplici, capaci di attenuare la tristezza. Il segreto sta, magari, nel saperle apprezzare. Credo di essere diventato abbastanza bravo in questo. E sicuramente ho intenzione di far ancora meglio.

Credo che, come ha detto qualcuno, non possa piovere per sempre. Di certo, anche se il diluvio fosse duraturo, non aspetterei che la pioggia mi infradiciasse all’infinito. Credo infatti che aspettare sotto la pioggia non sia piacevole. Ma in compagnia è più sopportabile. Senza dubbio. Assolutamente.

Credo di sapere, a 33 anni ormai, cosa voglia dire avere a che fare con le persone. Mettersi in discussione, provare a non deluderle, facendo del proprio meglio. Magari non ne saremo sempre all’altezza, e non tutte ci apprezzeranno. D’altro canto credo che il tempo a nostra disposizione non sia illimitato, e che starà a noi trovare il modo giusto di utilizzarlo con le persone adatte.

Credo che viaggiare sia una delle cose più entusiasmanti al mondo. Probabilmente il modo migliore di spendere i propri soldi. Considerando le emozioni vissute e i ricordi acquisiti, l’investimento è assicurato. Credo che non smetterò mai di viaggiare.

Credo che gli amici abbiano bisogno dei nostri consigli. Nel contempo, a volte, non siamo del tutto in grado di darli e ci sentiamo in imbarazzo, quasi in difficoltà. Magari siamo troppo razionali in quel momento e, non essendo emotivamente coinvolti, rischiamo di consigliar male o di essere inopportuni.  Però io credo che il solo ascoltare, il condividere, o il semplice esser presenti, possano valere più di 500 consigli buoni. E questo a prescindere dalla immediata o meno risoluzione del problema. A maggior ragione quando l’amico non ha il coraggio di chiederti aiuto. Quando non esterna il suo dolore. Perché può capitare anche questo. E, nel dubbio, è sempre meglio esserci. In un modo o nell’altro.

Credo che non si debba mai rinnegare sé stessi, in base ai giudizi delle persone. Quelle vanno e vengono. Gli amici sono quelli che restano. E gli amici ti apprezzano per come sei, non per come vorrebbero tu fossi. Credo negli anni ’80, da cui provengo. Con annessi Depeche Mode e telefilm di Super Car… Beh, forse un po’ questi ultimi li rinnego… Credo sia fantastico avere un professore che ti dispensa consigli a 250 km di distanza. Credo, in generale, che sia fantastico avere sempre qualcosa da imparare. Sono perciò fortunatissimo ad avere persone che, in questo senso, possono far veramente tanto per me.

Credo di aver sperato troppo nel mio lieto fine. Ed ora che ho perso tutto, faccio un po’ di fatica. La strada alle mie spalle si sgretola man mano. Il legame con il passato prima o poi sarà impalpabile. Credo di dover aumentare il passo, verso le luci che vedo in lontananza. Forse ho impiegato troppo a capire che stare fermo, attribuendosi le colpe, non sia la soluzione. Credo di essere arrivato a buon punto adesso. Da qui in poi, guarderò solo e soltanto avanti. Giorno dopo giorno.


Perciò, alla fine, credo che valga sempre la pena provarci. Questo in linea generale. Non importa quanto alto sia il rischio. E’ meglio un verdetto negativo, rispetto ad una eterna incertezza. E credo, sinceramente, che, per quanti possano essere tanti i verdetti negativi collezionati, l’ultima figurina dell’album sia un verdetto positivo. In pieno. Perché è così che va vissuta la vita. Senza accontentarsi. Non è difficile. Basta leggerne accuratamente il libretto di istruzioni. E fare attenzione, perché i risultati possono variare.


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