Ci sono giorni, o forse è meglio dire notti, in cui mi sembra di sognarti. Di quelle notti, lo so, può sembrare assurdo, in cui mi sembra quasi di toccarti. Succede solo a volte, è vero, e non è così ricorrente.
Ma in ciascuna di quelle circostanze, devi credermi, è davvero impressionante. Non penso di riuscirtelo a spiegare. Eppure, ho creduto fossi lì. Ancora senza un volto, ancora impalpabile.
Linee casuali, che scorrono nel tempo. Tracciando dei segnali, che sono quasi impercettibili. Contorni indefiniti, che appaiono confusi. Dentro una nebbia argentea, la tua figura esile emerge prepotente.
E' sempre lì, al suo posto, che vorrei fosse anche il mio.
Come il tepore di un camino, in una fredda giornata di Gennaio. Come il profumo del pane appena sfornato. Come la morbidezza di una trapunta, che avvolge il mio sonno. Come la meraviglia di una città che non ho ancora visitato. Di ogni paura, sei tu il mio coraggio. Di ogni dolore, sei tu il mio sollievo. Di ogni pensiero, sei tu la speranza. Di ogni percorso, la mia destinazione.
Ci sono volte in cui mi sembra di riuscire a parlarti. Sono solo pochi istanti, ma vorrei non finissero mai. Quante cose vorrei raccontarti, e quante altre ne vorrei condividere. Quante volte vorrei consolarti e, se possibile, saper farti ridere.
Dentro i miei sogni posso solo sfiorarti. E poco importa che tu sia distante una manciata di chilometri o migliaia di anni luce. Perché nonostante questo, riesco comunque a sentire la tua mano nella mia.
Riesco a sentire la sua delicatezza. E nello stesso tempo, riesco a percepirne la forza, con cui sembra tirarmi a sé. Ciascuno di quegli attimi, vale un'eternità.
Chissà se riuscirai a sentire il mio cuore battere. Chissà se riuscirai a sentirne il suono, e nello stesso tempo, a riconoscerne il richiamo. Chissà se pure tu mi starai cercando. E chissà per quanto ancora dovremo attenderci l'un l'altro.
Volevo solo tu sapessi che non mi accontenterò: recupereremo il tempo perso, gli abbracci mancati, i desideri inespressi, oltre ai baci non dati.
Aldilà della mia solitudine, lungo questo sottile filo vermiglio, saprò dove trovarti. E, contemporaneamente, per quanto questo possa esser difficile, saprò dove aspettarti. Non potrò farne a meno. Senza avere rimpianti, senza avere paura, senza perdere la fiducia, sfrutterò questo tempo che ci separa.
Voglio spalle più larghe, per sopportare meglio il peso del passato. Voglio gambe più forti, per spingermi oltre i pregiudizi. Voglio un cuore di gomma, per attutire i colpi. Voglio occhi di falco, per guardare lontano. Una presa più salda, per non perdermi nulla. Voglio ali d'acciaio, per raggiungerti in fretta. Ed un petto più grande, che ti sia da riparo. Affinché il mio posto possa per sempre diventare il tuo.

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