giovedì 1 febbraio 2018

Lettera aperta ad Olivier Giroud....

Caro Olivier,
Mi ricordo bene il giorno in cui sei approdato nel nord di Londra. E' curioso, non sono molti i casi in cui mi è capitato lo stesso, però me lo ricordo. Sono passati più di 5 anni. L'estate del 2012 era ormai alle porte, e sebbene non fosse ancora ufficialmente iniziata la campagna trasferimenti, noi Gooners eravamo già piuttosto rassegnati all'idea di dover perdere RVP.

L'olandese, stufo delle sempre più stucchevoli chiacchiere di Arsene Wenger ed in cerca di nuovi stimoli (senza dubbio anche dal punto di vista economico), non perse mai l'occasione di far capire che non avrebbe rinnovato il suo contratto con l'AFC, e di lì a poco avrebbe firmato per il Man Utd di Sir Alex Ferguson. Del resto, ci eravamo già "cautelati" prendendo Podolski praticamente ad Aprile, ma l'ennesima rivoluzione (per non dire l'ennesimo sconvolgimento del progetto) non sarebbe stata ancora completa. Non del tutto. 

La situazione finanziaria, per quanto strettamente in linea con un modello di "autosostenibilità", non poteva dirsi certamente rosea. O, comunque, di sicuro non sarebbe stata paragonabile rispetto alle risorse economiche dei Club più prestigiosi d'Europa, oltre che d'Inghilterra. Tra i contratti di sponsorizzazione non ancora adeguati, ed il peso non trascurabile del mutuo per il nuovo Emirates Stadium, non ci sarebbe stata chissà quale possibilità di scelta. Bisognava fare di necessità virtù.
Sostituire, o quanto meno provare a farlo, un goalscorer come Robin van Persie (al picco della sua carriera), con un attaccante da almeno 20 reti a stagione, e con possibilità economiche abbastanza limitate.

Arsene Wengèr, che in alcuni periodi, sotto l'aspetto della lungimiranza in fatto di talenti, è stato un vero e proprio mago, ha provato a pescare in Francia, e non certo per la prima volta.
Non eri nemmeno arrivato materialmente a Londra, ed eri già stato caricato di una responsabilità mostruosa, seguita, come spesso accade, da una massiccia dose di pregiudizi.
Avresti mai potuto riempire il vuoto lasciato da RVP? 

Mi ricordo bene che mio fratello Giovanni (un vero appassionato a tutto tondo) mi diceva spesso:"Questo è proprio forte, ha fatto la differenza al Montpellier che ha vinto il titolo..."
Ed effettivamente, ero al corrente del tuo status di capocannoniere, ma non avevo mai avuto modo di seguirti più di tanto. Forse la deriva della mia pseudo-idiosincrasia nei confronti dei "numeri 9" in senso classico, quelli più statici, cosiddetti centravanti boa, della mia atavica preferenza per quelli velocissimi, funamboli dal dribbling irresistibile e dalla tecnica eccellente. Non essendomi ancora documentato in merito alle tue doti, ti avevo sempre associato alla prima categoria. Nel tuo caso specifico, ci ho messo davvero poco a rendermi conto di quanto fossi in errore. A rendermi conto di quanto sarebbe stato complicato inscriverti in una categoria chiusa e ben definita.

Me ne sono reso conto ammirandoti (in un paio di occasioni dal vivo), durante questi tuoi anni in maglia biancorossa. L'ho fatto, sempre con curiosità, partita dopo partita. Ti ho visto spesso far reparto da solo, facendo valere la tua stazza imponente, senza però sacrificare il bello stile. Sicuro nel gioco aereo, elegante nel disimpegno, abilissimo a creare lo spazio per gli inserimenti dei compagni (ne sa qualcosa il miglior Ramsey), e con un sinistro poderoso. Sei stato per me un centravanti "sui generis", non certo decantato come i tuoi omologhi ben più prolifici, ma poco importa. E magari non sarai stato letale come Henry, o prolifico come Ian Wright. No, su questo non c'è dubbio.

Spesso, però, agli occhi di un tifoso, non è tutto ciò che conta. Certi eroi silenziosi riescono comunque a rubare la scena, ed a catalizzare l'attenzione, la stima, l'affetto. Lo fanno, riescono a farlo, magari anche senza vincere il Pallone d'Oro, tanto per dirne una. Io lo posso ben dire, senza alcuna difficoltà. Almeno questo è il mio modo di intendere la passione per il Football, oltre che per l'Arsenal F.C. nello specifico.

Per il tuo immenso spirito di sacrificio, per come hai ogni volta onorato la nostra maglia fino al 90', per i tuoi 105 fantastici goal in tutte le competizioni (citando in particolare lo "Scorpion Shot" contro il Crystal Palace, che ti è valso il Premio Puskas 2017), per tutte le volte in cui mi hai faftto cantare a squarciagola "Hey Jude" modificandone il testo con il tuo nome, per le 3 FA Cup e per i 3 FA Community Shield conquistati, ti ricorderò per sempre, come uno dei miei giocatori preferiti in assoluto.

Non so ancora per quale motivo tu abbia scelto di andare proprio al Chelsea F.C. (o forse lo so e preferisco illudermi del contrario), ma non saprai mai quanto sia doloroso doverne prendere atto, senza per questo riuscire a detestarti. Nonostante ciò, sappi che ti porterò sempre nel cuore. Grazie di tutto, Olivier. E' stato davvero stupendo. 



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