domenica 26 marzo 2017

Instant Crush...

Bene. La prima settimana post-collaudi è ormai alle mie spalle, e un po' mi aspettavo sarebbe stata dura. Più che altro, mi riferisco all'impatto con le nuove procedure, il dover riprendere confidenza con i sistemi e con i ritmi frenetici della produzione. Ci aggiungo anche il dover fronteggiare sguardi di superiorità ingiustificata, e il dover far fronte ad un rigido schematismo, molte volte privo di senso.
Per fortuna l'accoglienza dei miei colleghi, e mi riferisco in questo senso a coloro che tra essi ritengo amici, è stata calorosa. Mi son sentito "a casa", e questo non va certamente dato per scontato. Non li ringrazierò mai abbastanza. Quindi, in definitiva, si, posso dire che una settimana sia stata assolutamente più che necessaria ad assestare le scosse seguite al mio ritorno in pianta stabile.
Peccato che questi non siano stati gli unici "movimenti tellurici" che abbiano caratterizzato il mio stato d'animo, specialmente in questi giorni. E' una settimana, forse poco più di dieci giorni ormai, che continuo a combattere con me stesso, con dei dubbi che poco alla volta, piano piano, riescono sempre più a far spazio a delle certezze, non sempre confortanti. Cose che succedono, queste, quando in maniera lenta, ma inesorabile, i propri pensieri iniziano ad accentrarsi ed a convergere verso una sola persona. Quando, per esser più chiari, l'idea di poter solamente sentire quella stessa persona, arriva a scandire il ritmo delle proprie giornate, sovrapponendosi, in un incastro perfetto, alle proprie frequenze cardiache. Tutto inaspettato, tutto incredibilmente desiderato, quasi surreale. 
Si resta increduli, quasi incapaci di accettare che tutto ciò stia realmente accadendo. Il che è plausibile, quando i propri sentimenti sono già stati spazzati via come un castello di sabbia travolto da un temporale estivo. E' necessario far mente locale, soffermarsi su quello che volta per volta comincia a riempirti l'anima, ammettere finalmente a sé stessi di aver rimesso in moto il cuore, magari dopo un po' di tempo, e di averne maturato la piena consapevolezza. 
Nello stesso tempo, però, proprio mentre si arriva a comprendere quanto quella persona sia fondamentale, indispensabile al proprio benessere, può capitare, in alcuni casi, di dover fare i conti con la realtà, e nello specifico, con i suoi spigolosi ostacoli. Numerosi ed apparentemente insormontabili ostacoli, disseminati qua e là, nel tragitto fra sé stessi e la realizzazione dei propri sogni.
Eppure, nonostante il senso di frustrazione sia per certi versi familiare, guardando meglio, mi sembra di scorgere qualcosa di nuovo, qualcosa di inedito, tra le righe della mia anima. E' evidente, e non lascia spazio a possibili errori. Dinanzi ad una tale serie di avversità, il "vecchio me" avrebbe gettato la spugna fin dagli inizi, chiudendo drasticamente sul nascere qualsiasi tipo di legame, privandosene totalmente. Ma non sarà questo il caso, non ora. Non dopo aver compreso quanto possa essere più appagante riuscire ad esprimere ciò che si prova, pur consapevoli di non avere chance. Non certo dopo aver sentito il bisogno, reale e fisico, di gridare il proprio amore, a più riprese, restando indifesi, senza barriere. Un amore, che seppur corrisposto, non potrà fare a meno di soccombere a tutte le difficoltà da esso scaturite, che non potrà avere sviluppi e che resterà come il miraggio di un oasi, nel terribile calore del deserto.
Non ho dubbi a riguardo, se la cosa fosse accaduta qualche anno fa, sarei fuggito via senza esitare. E solo adesso riesco a rendermi conto di quanto mi sarei perso, se lo avessi fatto anche stavolta. 
Mi vengono i brividi solo a pensarci. Quindi, benché abbia già fissato un limite, non intendo negarmi tutto questo. Non intendo reprimere ciò che sento, relegarlo alla mia coscienza, facendolo marcire in un tugurio mentale. Scelgo la "vita", scelgo il coraggio, non penserò alle conseguenze e non mi nasconderò. Non andrò giù, non mi farò troppo male. Resterò in piedi, dando voce al cuore, continuando ad amare, amare forte, fino alla fine. Che forse sarà l'inizio. Di un altro, lungo viaggio.


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