(dal Diario del 22/12/2017)
Manca un solo giorno. L'ultimo giorno prima delle agognate Ferie Natalizie, ed inevitabilmente inizio a diventare impaziente. Quest'anno, poi, sarà diverso. No, non mi riferisco a nulla in particolare. Non c'è alcun riferimento a persone (siano esse assenti o presenti), né a determinate situazioni. Ma, detto onestamente, un periodo di "vacanza" così lungo (in pratica rientrerei il giorno 8 Gennaio in ufficio) non lo vedevo dai tempi della scuola. E da quando ho lasciato i banchi del Liceo, diciamo che è passato un po' di tempo. E mi fermo qui.
Sarà bello sperimentare di nuovo questa sensazione. In effetti, pensandoci bene, sarà un distacco piuttosto netto. Non che sentissi la nostalgia di casa, o la mancanza della mia città. Anzi, il periodo che sto attraversando non mi dispiace affatto. E, questo, a dispetto di altre "componenti" mancanti o di sfumature non del tutto ben definite. Nulla di irrisolvibile. A maggior ragione, considerando questo "mood", questa particolare atmosfera, che riesce quasi sempre, inspiegabilmente, a farmi sentire bene. Per quanto sia semplice, o comunque banale, come espressione, ammetto di non riuscire a formularlo in maniera diversa.
So bene, ed ora più che mai lo comprendo, che non per tutti sia così. So bene che non tutti proveranno gli stessi sentimenti, le stesse sensazioni di "benessere". Del resto, non tutti i contesti sono paragonabili. Ci mancherebbe.
Ciascuno di noi porta con sé il proprio background, che può più o meno incidere, nel bene o nel male, sulla propria idea del Natale e di tutto ciò che vi ruota intorno. Si può passare dall'esserne totalmente indifferenti, quasi seccati. Come se queste due settimane non avessero nulla di così diverso dalla prima quindicina di Ottobre. Zero significato. Apatia assoluta.
Fino ad arrivare addirittura a detestarlo, denigrandone in maniera completa ogni aspetto, vedendovi del marcio, con innato rigore meccanicistico, persino nelle persone che lo festeggiano in maniera pacifica, nella snervante e spasmodica attesa che possa passare al più presto. Visione legittima, che però non riuscirò mai a condividere né ad appoggiare. Per quanto questo "ostracismo" possa magari anche essere motivato da momenti difficili, perdite dolorose, ricordi spiacevoli, magari al punto da inaridire la propria predisposizione a festeggiare o a condividere con altri la gioia tipica delle festività, spero di non dovermi mai trovare in una posizione analoga. Nel mio caso specifico, sarebbe come perdere un clamoroso appiglio. Non penso di potermelo permettere.
Pur consapevole, come affermavo poc'anzi, di non poter cambiare, o meglio, influenzare necessariamente, ed in maniera positiva, le persone che non riescono a godersi nemmeno l'aspetto meramente goliardico di questo periodo, non posso fare a meno di restarne un po' dispiaciuto. C'è poco da fare a riguardo, inutile girarci attorno. E mi spiace, mi spiace perché ne "vedo" sempre di più che la pensano così, in maniera cinica, per quanto legittima (ripeto), ma pur sempre cinica.
Il discorso si potrebbe allargare certamente più in generale, e non soltanto in riferimento al periodo delle Festività. Pensavo che lo stesso tipo di approccio possa essere tenuto anche per quanto concerne il tema del Nuovo Anno, degli eventuali "buoni propositi" o delle tante aspettative, da sempre, ad esso connesse. Manco a dirlo, finire in un impetuoso vortice di pessimismo e sconforto, diverrebbe semplice e scontato come perdere la manche decisiva al giochino delle "Tre Carte".
Mi rendo conto di essere un caso "a parte", in tal senso. Non avrò mai la presunzione di poter stabilire quale sia il modus più corretto, o quale sia l'atteggiamento più opportuno.
Da questo punto di vista, mi sembra quasi di essere su, in alto, nel cielo, tipo aldilà di un ammasso di nubi. Sì, diciamo, come, non so se avete presente, quei buffi palloncini riempiti con l'elio, che si vedono alle feste ed alle fiere di paese.
Tendo a volare, prendendo quota, e in questa fattispecie, le distanze, da un certo tipo di atteggiamento. Quest'anno, che dopo le festività Natalizie si chiuderà con i suoi bilanci, non è andato del tutto come avrei voluto, ma so che nulla è ancora definito. So che l'anno prossimo ci saranno altre variabili, altri imprevisti da tenere in conto, per quanto sia possibile tenere in conto uno o più imprevisti, e va bene così.
Non mancheranno i problemi, le preoccupazioni, i sacrifici e le rinunce, ma voglio procedere, senza tergiversare, verso i miei obiettivi, facendo il possibile per realizzarli. E, continuando a salire, continuando a rischiare, incrocerò lo sguardo di chi mi darà del folle, di chi mi inviterà a desistere, facendomi riflettere sui "contro", sulle eventuali contropartite, su quanto sia impossibile o complicato. Sfiorerò, seppure per poco, i volti, e le mani, di chi quest'anno, in un modo o nell'altro, ha avuto modo di conoscermi, dicendo addio, per sempre, a chi non mi ha compreso, senza alcuna possibilità di appello. Recidendo ogni legame con chi mi ha deluso. Tenendo ancora con me quelli che invece lo hanno fatto (mi raccomando, afferratemi se dovessi andare troppo in alto...) e, nello stesso tempo, preparandomi a dare il benvenuto a tutti quelli che verranno, durante questo nuovo anno che sta per iniziare. Restando positivo. Restando sempre me stesso. Perché, ancora una volta, non avrò tempo di essere pessimista. Tutto sommato non ne ho nemmeno voglia. Potrebbe sembrar strano, detto dalla solitudine di una camera di albergo, dopo una cena a base di noodles istantanei. Eppure è così, non faccio fatica ad ammetterlo.
Ma forse, da "quassù", dalla mia prospettiva in fondo non lo è più di tanto. In fondo per me non è così difficile. Basta davvero poco. Come lo scambio degli auguri e dei saluti, con gli altri trasfertisti, oggi in ufficio. Oppure come il sorriso (ed il bacetto) della collega bionda, con gli occhi verdi e lo sguardo da pantera, seduta lì di fronte a me. O, ancora, come il Bacio Perugina, lasciato sul mio Laptop, in maniera "anonima". O, più semplicemente, come il fatto che intendo godermi queste vacanze al meglio, nel pieno senso del mood Natalizio, sfruttando al massimo tutti questi giorni che avrò a disposizione. Preparandomi, come si deve, a tutto quello che verrà. Perché, anche se sono ancora "in volo", proprio come uno di quei buffi palloncini ad elio, non ho certo dimenticato i miei sogni.
E, per quanto adesso mi trovi ancora a volare, non ho dubbi: l'anno prossimo approderò a casa mia.

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