Ho sentito il bisogno di andare a rileggere il post dello scorso 8 Dicembre, questo lo devo ammettere. Ma è stata una lettura veloce, molto scorrevole, un tentativo riuscito di rinfrescare la memoria, ciclicamente sottoposta a dura prova. E' stato utile, ma non determinante. Perché, alla fine, pur sempre di tradizioni solide si parla. Ed anche quest'anno, sono riuscito ad essere "presente", puntuale, a non mancare ad un appuntamento, per me sempre più irrinunciabile. Complice un giorno dell'Immacolata capitato di venerdì, dal sapore deciso di weekend lungo. Non che la cosa fosse poi così scontata, nell'occasione. Fossi stato a Napoli, con il lavoro, presumo non ci sarebbe stato nessun ostacolo. Ma nel bel mezzo della trasferta in quel di Roma, direi che l'incastro sia stato provvidenziale. Ed eccomi qui, giunto alla prima tappa (seppur distaccata) del preambolo alle festività Natalizie. Un periodo che adoro, con tutte le mie forze. Che mi trasmette energia, facendomi sentire bene con me stesso. Ci voleva, davvero.
Senza contare che, almeno per quest'anno, si prospettano delle novità importanti sul fronte "festeggiamenti", quasi a riprendere un discorso forzatamente interrotto, relativo alla scorsa Vigilia di Natale. Siamo ancora in fase di programmazione, sarebbe più corretto parlare di pianificazione, ma le percentuali sono altissime, ed è una concreta iniezione di felicità. Entusiasmanti novità, insomma.
Ad ogni modo, per quanto mi piacciano le novità (quelle positive, si intende), questo weekend lungo è volutamente impostato all'insegna delle tradizioni. Fin dal mio rientro. E per "rientro" intendo proprio l'esatto istante in cui ho messo piede in casa dei miei genitori. Mia madre, nell'occasione, non si è fatta trovare impreparata rispetto al "mood" natalizio, ma ancora una volta si è fatta rapire dall'ansia, ed ha già provveduto a consegnarmi il suo regalo, in netto anticipo. Per mantenere intatta la tradizione, ovviamente, mi ha regalato un pigiama in caldo cotone. Nemmeno quest'anno si rassegnerà all'idea che il suo primogenito non utilizzi il pigiama, in linea generale (ho sempre preferito dormire in t-shirt e in pantaloni della tuta), ma non importa. Mi conosce da 34 anni, ma cosa volete che sia? Dettagli insignificanti. Se non altro si è ricordata di non regalarmelo in pile (rabbrividisco al solo pensiero), e già per questo posso dire abbia avuto un pensiero carinissimo.
Del resto, le tradizioni sono tradizioni. Come quella, appunto, che rende speciale, tutti gli anni, praticamente da sempre, l'8 Dicembre: l'Albero di Natale.
Manco a dirlo, il mio fedele compagno di "assemblaggio" (mio padre) era già lì, ad aspettarmi. Come tutti gli anni, sarebbe stato lì, per portare avanti quella specie di rituale, per noi così significativo.
E, si, in effetti sono andato a rileggere il post dell'anno scorso, ma solo per rendermi conto di quanto le sensazioni potessero essere ancora una volta le stesse. Certo, giusto un anno fa, ci sarebbe stata l'incertezza relativa alla questione del nuovo appartamento. Eppure quante cose possono cambiare in un anno? Quante variabili possono incidere sulla propria vita, andando a deviarne il percorso, talvolta anche in maniera così significativa? Per fortuna (e lo dico in tutta onestà), non è tutto così prevedibile e scontato. Non sarò in grado di portare a termine l'obiettivo prefissato di riuscire a trovare un nuovo appartamento entro la fine di quest'anno. Su questo non ci piove. Ma non vuol dire nulla. Un anno fa, ci avrei messo la mano sul fuoco, scommettendoci tutto. Però chi avrebbe mai potuto prevedere questa nuova avventura in trasferta, con tutto ciò che ne deriva? E quante saranno, ancora, le cose che, mio malgrado, non sarò in grado di prevedere da qui ai prossimi mesi? Suppongo che la risposta resti indefinita, e per adesso mi va bene. Va bene così.
Ci ho pensato, ammetto di averlo fatto, mentre ero lì, mentre addobbavo l'albero, insieme a mio padre, parlandogli e raccontandogli le mie giornate lontano da casa, i risvolti delle mie conoscenze/pseudo amicizie, le mie preoccupazioni e le mie ambizioni, dal punto professionale e non. Rendendomi conto di aver inconsciamente bisogno di quel momento, del nostro piccolo rituale, così come della sua esperienza, dei suoi saggi consigli, della sua capacità di spronarmi, e di motivarmi al meglio. Pallina dopo pallina, festone dopo festone, è stato in grado di fare tutto ciò che, indirettamente, gli avessi richiesto, senza nemmeno che me ne accorgessi. E' sempre stato il suo Super Potere. Lo riconosco.
E, nonostante la distrazione possibile dettata dal mio continuo "chiacchiericcio", alla fine abbiamo fatto un buon lavoro. Cosa di cui, del resto, non avrei dubitato nemmeno per un istante. Modestamente.
Se questo è il preludio, sono molto curioso (ma quello in effetti lo sono sempre) di scoprire come sarà il seguito (che ovviamente provvederò a raccontare). Per adesso può anche bastare. Senza contare che mi sia venuta voglia di una cioccolata calda. Considerando il clima, direi che ci stia perfettamente.
Sono ancora in ritardo di 6 o 7 regali da fare (confido nel potere di Amazon Prime), in piena fase organizzativa per il Cenone, e con un nuovo pigiama azzurro che non so quante volte indosserò (grazie, Mamma), ma per adesso voglio godermi questo lungo weekend, senza pensarci troppo, facendo un po' di ordine nella mia vita (magari avrò più persone, che non regali, da scartare) e continuando a portare avanti, fin quando ne avrò modo, la più adorabile delle tradizioni.

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