lunedì 15 maggio 2017

Lettera aperta a Tomáš Rosický...


(dal Diario del 15/05/2016)


Caro Tomáš, 

chi ti scrive è un appassionato di calcio, irriducibile amante dei colori dell'Arsenal Football Club e tuo grande ammiratore, da tempi non sospetti. Seppur poco più che ventenne, il tuo nome era già sui taccuini degli osservatori di mezza Europa e sapevo che la tua permanenza allo Sparta Praga (il Club della tua città natale) sarebbe stata mera questione di tempo.

Ne ebbi addirittura la certezza, quando in quella fredda sera di Ottobre del 2000, durante la prima fase a gironi della UEFA Champions League, ti vidi segnare (in TV), un goal da cineteca, ad Highbury, contro la mia Squadra. Un goal inutile ai fini del risultato, a tempo scaduto, ma bello da togliere il fiato.

Erano in tanti a volerti, ma negli anni in cui sceicchi e petrodollari non la facevano ancora da padrone, fu il Borussia Dortmund ad ingaggiarti. Non per questo smisi di seguirti. Su Eurosport mandarono in onda un servizio su di te e sul tuo trasferimento (credo che il programma si chiamasse Eurogoals). Ricordo ancora alcune parti di quell'intervista: i dubbi sullo stare lontano da casa, l'hobby della musica, le aspettative sul futuro e il curioso aneddoto sul perché fossi chiamato Dumpling (gnocco di pane).

Poteva un carattere così semplice e per certi aspetti introverso nascondere un così grande estro e talento in campo? A quanto pare, si. E  se ne resero conto presto i tifosi del Westfalen Stadion. Li convincesti a suon di giocate e prestazioni, tanto da far dimenticare quello strano soprannome, ed abbastanza da farti chiamare "Little Mozart".

Un nickname più che appropriato, come i due premi di Calciatore Ceco dell'anno che avevi conquistato di lì a poco, diventando nel frattempo uno dei punti di riferimento della tua Nazionale. 
A dispetto degli alti e bassi vissuti dal BVB, il tuo valore di giocatore restava indiscusso. E nel 2006 l'ulteriore salto di qualità diventava inevitabile: si concretizza così il tuo passaggio a titolo definitivo all'Arsenal. Non puoi nemmeno immaginare quanto fosse incontenibile la mia gioia. Del resto avresti ereditato la prestigiosa maglia numero 7, una responsabilità non da poco considerando chi fosse il suo precedente possessore (e non solo). Per quanto mi riguarda, beh, posso dire che non hai mai deluso le aspettative. 

Ti sei messo a disposizione del manager e dei compagni sempre con estrema umiltà. Mai una lamentela, mai una parola fuori posto. Ci hai dimostrato, dentro e fuori il rettangolo di gioco, la tua immensa classe, pareggiata solo da una beffarda serie di infortuni (ne ho contati circa 50) che hanno di fatto condizionato la tua carriera, limitandone gli sviluppi. In tutti questi anni, ben 10 di onorato servizio, sei tornato più volte da lunghi infortuni, sempre motivato a dare tutto, a dare l'esempio ai più giovani ed a lottare su ogni pallone. Ben 10 anni di dedizione e lealtà incondizionata, fino ad oggi, ultima gara di una Stagione controversa, durante la quale il fisico ti ha impedito di contribuire come avrei voluto. 

Per fortuna son riuscito a vederti durante il tuo saluto finale, durante la Guardia d'Onore, che il Club ha giustamente deciso di concederti.
Non sarà facile immaginare questa squadra senza di te. Non che vi siano stati pochi addii negli ultimi tempi. Ma il tuo, lo devo ammettere, fa davvero male e lascerà il segno. 
Purtroppo o per fortuna non faccio parte di quelle "nuove generazioni" capaci di giudicare, lodare ed incensare un atleta, esclusivamente in base al palmares.
Si può essere Campioni anche sotto l'aspetto umano, per la determinazione e per il senso d'appartenenza verso i propri colori. Ed in questo senso, a mio avviso, ne assumi pienamente lo status.

Con questa lettera, che non leggerai mai, ci tenevo a ringraziarti con tutto il cuore per aver onorato l'Arsenal Football Club con la tua presenza. 
Conserverò sempre il ricordo della tua finta "stop-and-go", dei tuoi micidiali passaggi filtranti e del tuo inimitabile tocco d'esterno. Ovviamente insieme alla tua maglia, quella col numero 7, che custodirò gelosamente nella mia collezione. 
Grazie di tutto. Grazie di vero cuore, Super Tom. Non ti dimenticherò. Mai.


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