giovedì 11 maggio 2017

Human Wheels...

Ci sono notizie che riescono a spiazzarti. Quel genere di notizie in grado di lasciarti basito, direi interdetto. Ma forse non sono proprio felicissimo nell'esprimermi, o meglio, nel rendere l'idea.

Non è semplice, per quanto possa provarci. E' strano persino provare a spiegarlo. Come potrebbe, del resto, una notizia renderti felice, orgoglioso, ed in un certo senso anche triste, e malinconico, allo stesso tempo? Possibile, molto più che possibile. Ed in effetti avevo già provato in passato questa strana sensazione. Ma, semmai ve ne fosse bisogno, questa sera ne ho avuto un ulteriore assaggio.

Roba di pochi minuti fa, ancora molto vivida. Roba che ancora non credo di aver messo bene a fuoco.

Una roba simile a come quando un tuo collega, nella fattispecie uno dei tuoi più cari amici, ti incontra, quasi per caso, negli asettici corridoi del nuovo ufficio. Sguardo di intesa, come al solito, ed immancabile stretta di mano, con tanto di abbraccio. Fin qui tutto normale, la buona routine. 

Però... non so, c'è qualcosa di strano, di diverso dal solito. Un mezzo sorriso, un'insolita smorfia. Espressione che tradisce emozioni miste, e faccio fatica a decifrarle. Penso all'impossibile.

Poi in serata, dopo uno sfibrante turno serale, ci sentiamo al telefono, per riprendere il discorso.

Ritorna l'imbarazzo, qualche frase di circostanza, e rimango ad ascoltare in religioso silenzio.

"Te lo volevo dire in privato, non lo sa ancora nessuno. Settimana prossima mi dimetto..."

Notizie che riescono a spiazzarti, appunto. Chissà quante migliaia di pensieri mi saran passate per la testa in quel momento. Un numero inimmaginabile. 

L'effetto è difficile da descrivere. Da un lato c'è l'amarezza: se ne va uno dei miei migliori amici in quel contesto, un punto di riferimento con cui ho condiviso quasi 7 anni di battaglie, di gioie e di amarezze. Perdo un alleato prezioso, uno che non ha esitato ad insegnarmi i "trucchi" del mestiere, a fidarsi di me. Insostituibile compagno di scrivania, sempre presente quando ho avuto bisogno.

Dall'altro c'è la gioia, quasi incontenibile, nel vedere che ci sia riuscito. Essere comunque testimone del suo "successo", in questo senso, gratifica, mi rende orgoglioso e speranzoso al tempo stesso.

"Hai dovuto sopportare parecchio in questi ultimi mesi, finalmente una soddisfazione. La meritavi! Cazzo, se la meritavi!"

E nel dirlo, non è stato poi così difficile immedesimarsi. Vivere, seppur in maniera indiretta, la sua stessa soddisfazione, dopo una discreta serie di bocconi amari. Ancora una volta, in te, ci sarà l'esempio da seguire. Una delle tante lezioni che mi hai impartito in questi anni e che, più o meno costantemente, ho cercato di assimilare. Del resto, che si trattasse dell'ambito strettamente lavorativo, o della vita, intesa come esperienza, in generale, non hai mai lesinato buoni consigli.

Tra giusto qualche giorno, probabilmente tra lunedì o martedì, ci saluteremo (spero almeno con una buona pizza), e in cuor mio so già che molte cose resteranno pressoché invariate.

Perderò un eccellente collega, non certo uno dei miei migliori amici di sempre. Per il momento non so come prenderla, non so come sentirmi. Sarà che ultimamente di "perdite" ne ho dovute registrare anche troppe, e può darsi che mi senta più fragile del solito.

Prometto che riuscirò ad esserne fiero e, soprattutto, felice. Non potrebbe essere altrimenti.

In fondo, come dicevi sempre anche tu, "la vita è una ruota", ed è bello pensare che possiamo esserlo anche noi, a nostra volta. In alcuni casi possiamo perdere la direzione, uscire fuori strada. 

In altri invece potremmo subire sconfitte, restando "a terra", sgonfi e privi di forza. 

In qualunque caso però, il bello è che avremo sempre la possibilità di rifarci, soffiando fiducia nella camera ad aria, e rimettendoci in carreggiata. L'importante è che si continui a girare.



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