Se soltanto fosse possibile descrivere a parole le emozioni vissute. Se solo riuscissi ad esprimere, nella maniera più semplice e concisa, quanto provato e sentito. Non mi era mai successo. Non è mai stato così forte, così "violento" da farmi mancare il fiato. Qualcosa di impensabile, di cui nemmeno mi rendevo conto. Ciò che ritenevo inizialmente una semplice sosta, era invece una parte del "viaggio", una sua tappa fondamentale. Una lunga passeggiata, sempre più luminosa, sempre più rivitalizzante. Tutto come in un sogno, un meraviglioso sogno, tra i più belli mai fatti in vita mia.
Non credo ci sia altra spiegazione. Lo dico con il cuore in gola. Dev'essere così.
Ho fatto un sogno, non ricordo quanto tempo sia passato. Sembra una vita, forse sono sei mesi.
Ricordo il dolore, le ali spezzate ed un'anima trascinata a fatica, con poca fiducia nelle tasche.
Ho fatto un sogno e c'eri Tu, quasi per caso, imprevedibile alchimia. Cominciò un po' come per gioco, tra confidenze e qualche scherzo, senza mai andar troppo oltre. Pareva cosa momentanea.
Solo, ed all'inizio di un percorso, chi mai avrebbe previsto tutto questo?
Ho fatto un sogno, quasi avvolto nel mistero. Almeno ci provavo, inizialmente, per difesa. In molti hanno ceduto, infastiditi, ma non Tu. Che invece hai continuato, senza sosta, a voler esserci. Scavando delicatamente, grattando via la superficie, con pazienza e dedizione. Interessata, incuriosita e generosa al tempo stesso. A carte scoperte, mostrandoti lealmente.
Ho fatto un sogno, ricordo lo stupore. Avevo ritrovato l'altruismo e la dolcezza, che non vedevo da un bel po'. La tua mano tesa, pronta ad aiutarmi, tentava al tempo stesso di strozzare una sommessa richiesta di ascolto, e comprensione. In men che non si dica, avevamo un legame, un equilibrio. Un affetto nato in condizioni precarie, ma non per questo debole. Imprevedibile sintonia.
Ho fatto un sogno, e il tempo scorreva veloce. Anche se entrambi avremmo voluto che si congelasse.
L'appuntamento era quasi quotidiano, così voluto, per quanto sembrasse casuale. Il muro del mistero era ormai crollato, lasciando spazio al dialogo, alle intime rivelazioni. Confessandoci paure, speranze e desideri. Credendo di aiutarti, di venire in tuo soccorso, con parole di conforto, eri Tu invece a curarmi, medicando ogni ferita con la tua sola presenza. Lo sentivo, gradualmente, che mi facevi bene al cuore. Mi piaceva stare lì, ogni volta, ad ascoltarti, cercando di fare il mio meglio per rassicurarti, farti sentire al sicuro, strapparti un sorriso. Sapevo di riuscirci, almeno in parte. E questo mi restituiva energia, facendomi sentire vivo. Come non mi sentivo da un po' di tempo a questa parte.
Ho fatto un sogno, ma sembrava così reale. Lo diventava sempre di più, costantemente. Sentirti è stato magico, l'impatto indescrivibile. Da lì ci siam spostati su un'altra dimensione, e tutto è stato più concreto. E' incredibile quanto riesca a fare il suono di una voce. Quanto sia riuscito, nel nostro caso, ad incrementare tutto, a livello esponenziale. Non erano più incontri casuali, dettati da contingenze.
Ero una tua abitudine irrinunciabile, e senza rendermene conto, diventavi lo stesso per me.
Quella voce che, quasi ogni giorno, donava forma e sostanza ai tuoi occhi, al tuo bel nasino, ed al bene che riuscivi a trasmettermi. Ho sentito il tuo abbraccio, manco fossi stata qui con me.
Ho fatto un bel sogno, erano i giorni di Roma. Il tempo a nostra disposizione aumentava, e qualcosa iniziava a cambiare, senza che nessuno dei due se ne accorgesse. Ciò che era nato come un piacevole rapporto di amicizia, assumeva ora la forma di un bisogno reciproco, sempre più forte. Come una vera dipendenza, da cui nessuno voleva separarsi. Soltanto aver considerato l'idea di limitare i nostri incontri, aveva stretto ancor di più quel nodo tra di noi. E non faceva altro che stringersi, quasi a volermi asfissiare. Finalmente ho iniziato a capire quanto davvero contassi per me.
Ho fatto un sogno e dentro c'era l'amore. Piano piano, ci ha messo poco a prender vita. Come la fiamma di un braciere ardente, incapace di consumarsi. I sentimenti non si possono fermare, c'è voluto del tempo perché lo capissi. Ero rimasto bloccato, da precedenti esperienze. Da paure e mostri del passato. Non lo credevo ancora possibile. Ma mentre curavi le mie ferite, mi insegnavi di nuovo ad amare, con tutto me stesso. Non avrei mai potuto tenermelo dentro. Non questa volta. Dovevo confessartelo, a qualunque costo, anche sapendo delle difficoltà cui saremmo andati incontro. E' stato un impulso irrinunciabile e non me ne pento. Perché amare non vuol dire farlo solo quando si è corrisposti.
Ho fatto un sogno in cui mi son sentito amato. Decine di notti in bianco, senza sonno, a condividere attimi ed a guardarsi negli occhi. A guardarsi dentro, con la consapevolezza di essere coinvolti, complici perfetti. Notti concesse al desiderio, a far l'amore col pensiero. Notti sensuali, in cui eravamo uno per l'altra e tutto il resto ci sfuggiva. Volutamente assorti, seppure consapevoli di dover fare i conti con la realtà. Una realtà fatta di ostacoli, troppo difficili da superare.
Non si può chiedere tanto, non ti avrei mai chiesto tanto. Soprattutto non potrò mai biasimarti.
Non hai e non avrai mai nessuna colpa. Non potrà scalfire ciò che provo e proverò per te.
Ho fatto un sogno e ci ho visto anche un anello. Privilegio di un regalo che ti avrei voluto fare, anche se diversamente. Solo una delle tante cose che avrei voluto realizzare, e che in più di un'occasione abbiamo passato in rassegna, dando libero sfogo all'immaginazione. Costruendo inizialmente una relazione, ed immaginandone gli sviluppi. Scene di convivenza, di vita insieme, fatta di semplici momenti quotidiani. Di cene improvvisate, labbra che si sfiorano, mani nelle mani, e litigi dissolti in abbracci senza fine. Di progetti e aspettative future, che resteranno tali, chiuse in un cassetto.
Ho fatto un sogno, tra i più belli in assoluto. Avevo tutto ciò che ho sempre desiderato e non mi lascio dietro alcun rimpianto. Per esser stato me stesso, per essermi ritrovato. Per non aver mollato.
Ho fatto un sogno ed ora è tempo di svegliarsi. Con la speranza di poter presto tornare a sognare.

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