giovedì 27 aprile 2017

Origami Life...

Onestamente speravo in una transizione più "morbida", soprattutto considerando quanto fosse stato buono lo sprint iniziale dei primi mesi dell'anno. L'ondata di freddo improvvisa di questi ultimi giorni fa un po' il paio con il senso di vuoto che percepisco dentro. Un vento gelido che attraversa le costole, lasciando il segno, oltre che il dolore. Qualcosa che non puoi imbrigliare, non certo per il momento.
Posso solo cercare, in questo frangente, di restare aggrappato. Pur avendo la resistenza di un foglio di carta, dovrò tener testa a queste folate trovando ogni possibile appiglio. Non ci si abitua mai agli effetti di un addio. Soprattutto quando la persona in questione, è riuscita a lasciare il segno, imprimendo la sua effige nell'anima, nella sua parte più profonda e nascosta. 
Si, è difficile restare aggrappati, e forse anche tutto ciò fa parte di questa specie di fase che sembra non voler decollare. Si fa così tanta fatica a prendere il volo, che a volte anche il più insignificante degli ostacoli sembra essere un muro insuperabile. Dovrei, almeno credo, iniziare a razionalizzare di più, cercando, laddove possibile, di dominare il mio istinto. Dovrei, credo sia pure arrivato il momento, iniziare a fare un po' di ordine nella mia testa, oltre che nella mia vita. Ho iniziato mettendo in ordine la mia playlist personale, ben 400 brani riordinati per titolo, autore, album e copertina del disco. Può essere un buon inizio, in fondo. Con la speranza che mi dia l'input, per procedere a fare lo stesso, mi riferisco al fare ordine, con tutto ciò che mi riguarda, partendo dai frammenti del mio cuore scheggiato, e magari arrivando a quegli obiettivi, messi lì da qualche parte a prender polvere. Dovrò organizzarmi, soprattutto in virtù di questo cambio della sede di lavoro, con annessi turni pomeridiani (se si può definire "pomeridiano" un turno full-time, dalle 12,30 alle 21,00 di sera). Un'altra di quelle novità di cui avrei fatto volentieri a meno. Un possibile problema che non avrei mai pensato di dover riaffrontare. E so che esistono problemi ben più seri, ci mancherebbe.
Ma resterà comunque una piccola scossa a quel sottile equilibrio, che tanto faticosamente avevo raggiunto. Oggi la vedo dura, sembra difficile, e persino il mio ottimismo ne esce scalfito.
Ma non voglio, né in alcun modo accetterò che questa condizione duri ancora per molto. C'è tanto lavoro da fare, e non soltanto su me stesso. I colpi incassati, e quelli da incassare, continueranno ad esserci. Bisognerà farsi trovare pronti, reattivi, più preparati. Rispetto a prima sarò sicuramente più solo, con meno amici su cui contare. Forzato a separarmi dalla persona amata, la "mia persona", e in questo senso più esposto, più vulnerabile. 
Dovrò farmene una ragione, e con il tempo ci riuscirò. Perché è così che la vita funziona, nel bene e nel male. Ogni giorno, anche quello in cui pensi di aver trovato la tranquillità piena, trova un modo per destabilizzarti. Ti mette dannatamente alla prova, curiosa di vedere fin dove oserai spingerti. Farà in modo che tu possa raggiungere le tue soddisfazioni, e non sempre sceglierà un percorso facile per permetterti di raggiungerle, ma non lo farà mai per puro caso. Proverà a piegarti, quello si.
E starà a noi resistere. Me compreso. Come un foglio di carta, e con la sua stessa resistenza, continuerò ad essere piegato. Però voglio pensare (e mi piace pensarlo) che tutto succederà secondo uno schema logico, e per nulla casuale. Proprio come un origami. Piega dopo piega, attraverso le difficoltà, pian piano il tutto assumerà una forma, ben definita. E sarà il tempo, a seconda della nostra capacità di andare avanti, a stabilire quale forma la nostra vita prenderà. Nonostante tutto, credo valga proprio la pena continuare a resistere, per arrivare a vedere come andrà a finire.


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