C'è poco da fare, è inutile. Le persone non riusciranno mai a comprendere l'importanza di un legame, per quanto questo possa essere atipico, avulso dalla realtà, non convenzionale. Perfino gli "attori" coinvolti potrebbero non comprenderne pienamente la forza, la sua straordinaria capacità di rimanere indissolubile, nel tempo. Quindi, perché preoccuparsi di ciò che la gente potrebbe pensare? Perché interrogarsi se sia lecito portarlo avanti, curandolo e lasciandolo crescere, giorno dopo giorno?
Non sono certo quelli gli aspetti importanti. Non credo siano quelli gli aspetti che contano. Credo piuttosto che la dimensione personale di un legame e dei relativi sentimenti che lo accompagnano, non sia per niente sbagliata, soprattutto quando essa rappresenta l'unica strada percorribile. Io ne so qualcosa, lo sto vivendo proprio durante questi giorni intensi e ricchi di significato. Giorni in cui, semmai ve ne fosse stato il bisogno, ho compreso molte cose, scandagliato il cuore fin negli spazi più angusti, scoprendo meravigliose certezze e momenti preziosi che mi sono stati donati ultimamente, in maniera spontanea, e senza chiedere nulla in cambio. Degli incredibili sprazzi di generosità, così rari da scorgere nel quotidiano, al punto che ignorarli diventa impossibile.
E se dicessi che il mio recupero psicofisico, che l'aver ritrovato gran parte delle mie energie mentali, non sia passato da lì, mentirei spudoratamente. La gratitudine che provo continua a gonfiarmi il petto.
E' stato tutto così immediato, sorprendentemente concreto, a tratti adrenalinico. E, come in tutte le situazioni analoghe, il tempo è volato, e con esso i giorni, le settimane ed i mesi. Un lasso di tempo durante il quale è stato tutto così semplice e, nello stesso tempo, tutto sempre più complicato. Un periodo sufficiente a capire, e lo dico con grande rammarico, che certi legami, certi rapporti interpersonali, semplicemente non possano andare oltre. Potremmo star lì a desiderare che questo accada con tutte le nostre forze, sperando di trovare ragioni inesplorate e validi motivi per continuare.
Ma alla fine dovremo convincerci ed accettare il fatto che ciò non sia sempre possibile.
Specialmente in tutte quelle circostanze dove il confine tra il proprio benessere ed il rispetto nei confronti di terze parti, è così sottile e nello stesso tempo fragile.
Specialmente in tutte quelle circostanze dove il confine tra il proprio benessere ed il rispetto nei confronti di terze parti, è così sottile e nello stesso tempo fragile.
E' una linea di demarcazione che non posso permettermi di valicare. Il rischio, anche solo di scalfire un bene supremo, ancora più prezioso, diventerebbe troppo alto, e non lo correrò. In fondo resto convinto che anche questo faccia parte della capacità di amare, voler bene e provare sentimenti autentici. E sebbene vi siano molte probabilità che questa scelta venga fraintesa, diventando oggetto di rancore e repulsione, non potrò fare altrimenti. A differenza di episodi passati, in cui ho dovuto necessariamente spezzare i miei legami, stavolta agirò in maniera diversa. Pur nella posizione di quello "sacrificabile", conserverò questo nodo e lo farò a modo mio. Facendomi da parte, si, ma senza finire nell'oblio. Aumentando la distanza, la lunghezza del cavo di ritenuta, un po' come un aquilone.
Osservando da lontano, con lo stesso affetto, conservando il nodo e i sentimenti che lo intrecciano. Restandovi aggrappato, con un fortissimo abbraccio, che non finirà mai.

Nessun commento:
Posta un commento