sabato 17 giugno 2017

Homecoming...

Avete presente quando un po' tutto sembra "accavallarsi", dandovi l'impressione di essere sovrastati da una caterva di impegni, cose da fare, riserve da sciogliere, decisioni da prendere, pensieri da fissare, obiettivi da pianificare, eccetera eccetera??? 

Beh, inutile dire che nell'ultimo periodo la mia situazione sia pressappoco questa. Succede tutto alla svelta, talvolta fuori dal proprio raggio d'azione, diventa così difficile da controllare. Cambiamenti repentini, non sempre facili da intercettare.

Salvo poi fermarsi, per qualche istante, facendosi aiutare, consigliare anche, dalle persone care, in modo da poter comprendere come ripararsi, alla meglio, da quella pioggia di eventi.
Potremmo stare ore ed ore a domandarci per quale assurda ragione si possa passare così brevemente da uno stato di apparente inattività, fino ad arrivare ad avere l'agenda piena fino a sopra i capelli.
E' praticamente inutile, non ne verremo mai a capo. Scordatevelo.

Piuttosto, e lo dico per esperienza, non è quello il punto. Non servirà interrogarsi sui "perché" di momenti come questi. L'attenzione, le energie e la concentrazione serviranno invece ad agire, a gestire il presente e tutti gli impegni che ne conseguiranno, in maniera spontanea.
Con questo caldo sfibrante, poi, a maggior ragione. Chi ce lo fa fare?

No, personalmente non mi lascerò coinvolgere. Finirei in un pantano di dubbi e paranoie.
Tirare avanti diventa l'unica strada percorribile, l'unica opzione sul menu. Dovrei aver già imparato a cogliere il "positivo" anche laddove appaia impossibile, impalpabile. 

Un po' come attraversare un ruscello, facendo leva sui sassi che affiorano sul pelo dell'acqua.
Ecco, la linea tracciata nelle scorse settimane si sta piano piano definendo, segmento dopo segmento.
E se prima continuavo a struggermi nella ricerca di un appartamento, visionando decine di bilocali/monolocali, consultando agenzie immobiliari, e chiedendo informazioni ad improbabili parenti di chissà quale grado, posso finalmente registrare un primo vero decisivo passo avanti.

Comprar casa, si sa, è una scelta da ponderare non bene. Di più. Come mi ha detto qualcuno, potrebbe essere un acquisto "unico", per certi versi. Non è come comprarsi un paio di Levi's, per dirla così. Dalla mia prospettiva, di povero "alieno" squattrinato, almeno, è inevitabile.

Vero è che nulla è prestabilito, che le cose possono sempre cambiare, così come le esigenze.
Qualcosa di cui non potrò non tener conto, soprattutto nel breve periodo e, fondamentale, senza dimenticare le mie aspettative. Che magari saranno cambiate, meglio dire "ridimensionate", dopo quanto mi è successo. Ma restano lì, saldamente in cima alla lista, nel loro caratteristico "pecking order", come dicono in Terra d'Albione.

Oggi resto un single, e tali sono le mie esigenze. Non occorre una reggia, non si baderà ai fronzoli.
Non occupo molto spazio (almeno per ora), e pur avendo l'indole del collezionista, saprò contenermi.
Un posto per dormire, mangiare e, forse, costruire una piccola fortezza di lenzuola. Un angolo dove mettere i miei dischi, coltivare le mie passioni, in tranquillità. Dove suonare indisturbato, strimpellando la mia Fender acustica. Dove far pratica con le ricette di mia madre, organizzando cene per gli amici (e magari per la mia futura compagna). Un posto tutto mio.

Dopo diversi mesi di ricerca, forse, e lo dico toccandomi tutto il possibile, finalmente l'ho trovato. Non è il momento di cantar vittoria. Non c'è ancora nulla di solido.
Ma averlo trovato, sapere che in qualche modo una soluzione percorribile esista, che sia anche adatta a me, in questo preciso istante, da sollievo.
Mi preparerà ad una seconda "parte" forse ancora più snervante, ancora più frustrante. Quella dove bisognerà fare i calcoli, misurare le proprie possibilità. Inseguendo banche, istituti di credito, scartoffie, mediatori finanziari, notai, ecc ecc. 

Stando attenti, conti alla mano, anche alla più insignificante differenza di prezzo, percentuali, tassi, clausole e postille. Risparmiando il più possibile, sia le energie fisiche che materiali.
Perché sarò da solo, a differenza di quanto credevo giusto un anno fa.

Ma non per questo mi sento meno motivato. Non per questo partirò sconfitto. Semmai è il contrario.
La fiducia inizia piano piano ad aumentare e, per adesso, voglio solo vederlo come un altro di quei piccoli momenti positivi, uno di quei pensieri felici capaci di allontanare la tristezza.

E' una strana forma di "opportunismo" mentale, se vogliamo. Talvolta appare necessaria.
Ora eviterò di pensare troppo a tutte le cose da fare, soprattutto nei prossimi giorni. Saprò che mi toccherà farle, perché c'è in ballo moltissimo, e l'idea di restare indietro, perdendo terreno, non mi va proprio giù. Mi rimbocco le maniche, e sfrutterò il mio tempo. Nel miglior modo possibile.
Essere, seppur di poco, più vicino al sogno di avere una casa tutta mia, mi farà da sprone.
Il rischio di fare voli pindarici, di correr troppo con la fantasia, finendo per non riuscire ad ottenere ciò che si vuole, è comunque alto e non ci abbandonerà. Figuriamoci, poi, per una fervida immaginazione come la mia. Basta solo esserne consapevoli. E ricordarsi, in ogni caso, che "Noi non supereremo mai questa fase".







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