lunedì 5 giugno 2017

Almost Summer Memories...

Mancano più di due settimane al Solstizio d'Estate, ma in fondo, non è che faccia tutta questa grande differenza. Almeno da queste parti, la Primavera è ormai un vago ricordo. La brezza sottile, l'aria fresca e frizzante, le mie felpe con la zip, hanno ormai ceduto il passo, leggermente in anticipo, al caldo torrido e inesorabile, destinato solo ad aumentare nei prossimi giorni.

Anteprima di una stagione estiva che si annuncia quantomeno al pari delle precedenti annate. Le premesse, così sembra, ci sono tutte. Non sono pochi, in effetti, quelli che hanno già deciso di correre ai ripari, utilizzando il tempo libero (soprattutto quello del fine settimana) per poter raggiungere spiagge, litorali, piscine attrezzate, e chi più ne ha, più ne metta.

Un "rituale", questo, a cui nemmeno io ho saputo sottrarmi, inaugurando così il primo bagno stagionale (proprio lo scorso weekend), riuscendo anche a schivare il rischio di possibili scottature.
Cosa non da poco, considerando le mie esperienze con l'eritema solare. 
In genere questo non è il periodo dedicato ai "pensieri", forse non è mai stato il tempo adatto alle riflessioni, a fare lunghe dissertazioni sulla situazione attuale.

Una volta era semplicemente il periodo in cui le ostilità scolastiche cessavano, dando spazio alle aspettative di una vacanza al mare. Che fosse in compagnia dei propri genitori, o degli amati zii, non faceva una differenza così sostanziale. Ci si preparava a quel momento, con enormi aspettative, quasi impazienza. Il televisore ne annunciava gli inizi con le immagini delle arene gremite del Festivalbar, o con in sottofondo la meravigliosa sigla di "Giochi Senza Frontiere". Si trascorrevano giornate tra qualche pagina di compiti delle vacanze, e qualche partitella al campetto con gli amici di infanzia. Un modo come un altro per ingannare l'attesa, dissipare la noia.
In men che non si dica, eri lì, a fare l'inventario delle cose da portare, ad organizzare il tuo piccolo bagaglio, scegliendo i costumi (escludendo categoricamente quei ridicoli slippini). e preparando le compilation da portare con te nel fedele walkman. Poi, il più delle volte, non avevo nemmeno il tempo di festeggiare il mio dannato compleanno (1 Agosto, per la cronaca), che ero già lì, sul sedile posteriore della Fiat Marea di mio padre, prima, o della Volkswagen Golf di mio zio, a contare le ore che mi avrebbero separato dal mare, da possibili nuove amicizie, momenti di goliardia da conservare.
Costiera Amalfitana, Golfo di Policastro, Cilento, Gargano, Salento, Tropea e tanti altri posti meravigliosi, che riuscivano pienamente a dare un senso a quel periodo altrimenti vuoto. Così è stato, fin da quando ero piccolo.

Ecco, è impressionante, a distanza di anni, pensare a quanto sia cambiato quel "sapore", quella sensazione secondo cui non ci fosse una stagione più bella. Per certi versi, ammetterlo è anche un po' triste. La mia sindrome di "Peter Pan" può soltanto incassare il colpo.

Per cui, nonostante tutto, non potrò rilassarmi, non ancora. Non potrò fare a meno di pensare. Pensare, ad esempio, che per quanto sembri eccessivo dirlo, Giugno segna comunque la fine della prima metà dell'anno. Risulta difficile non rivolgere lo sguardo a quanto fatto, quanto vissuto, fin qui. Le battute d'arresto ci son state (quelle purtroppo fanno parte della vita), ma si sono alternate ad esperienze positive, fino in fondo, che mai ed in nessun modo potrei rinnegare. C'è la sensazione, a tratti più forte, di avere una parte mancante, un vuoto, difficilmente colmabile. 

C'è la speranza che, in questo senso, qualcosa cambi, magari in positivo, in maniera sorprendente.
C'è la soddisfazione nell'aver pianificato un viaggio, destinazione Copenhagen, riuscendo ad organizzare praticamente tutto, in vista della partenza, per fine Luglio (un'esperienza che mi auguro di riuscire a documentare, almeno in parte). Un desiderio che si avvera.
Così come il concerto dei Coldplay, a cui assisterò tra meno di un mese. Il biglietto del treno per Milano è già nelle mie mani. 

C'è la volontà di rimettersi in gioco, anche dal punto di vista lavorativo, utilizzando i nuovi stimoli forniti da amici e colleghi, in grado di costruirsi una sorte migliore.
C'è la voglia di continuare le ricerche del nuovo appartamento, consapevole di dover abbassare le pretese, e di dover arrivare ad un compromesso, ma finalmente qualcosa inizia a muoversi.
Qualcosa inizia, seppure vagamente, a prender forma, diventando man mano sempre più simile a ciò che voglio realizzare. Semplicemente un altro obiettivo da conquistare, facendolo poco per volta.
Non dovrò essere impulsivo, né dovrò farmi guidare dalla fretta o dall'impazienza che spesso mi contraddistinguono. Ci sono quasi, e so di non poter fallire adesso.

Non è che avrò chissà quanto tempo ancora per riuscire a far tutto entro la fine dell'anno, come mi ero prefissato. Ma del resto è come se fossimo quasi alla fine della prima frazione di gioco.
Un po' come quando, a scuola, c'erano i quadrimestri. Ed io riuscivo ogni volta a rendere di più verso il finale, proprio a ridosso dell'Estate. Già. In fondo è sempre stato così, fin da quando ero piccolo.




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