Anche quando sembrava che fossero stati debellati del tutto, ci sono sempre dei periodi in cui gli incubi tornano a farsi vivi. Non so, sinceramente, da cosa possa dipendere. Forse si tratta di un "riflesso" della situazione nel suo insieme. Non che questa sia da incubo, figuriamoci.
Eppure la sensazione che vi siano dei vuoti, delle lacune insomma, da colmare, è palpabile e - si - ci sono dei giorni in cui si percepisce di più. E, devo dirlo, anche con un certo fastidio.
Non mi risulta proprio facile da esternare, ma potrei in questa sede tentare una rapida disamina.
Parlando della questione sentimentale, e di tutto ciò che da essa ne deriva, non credo ci sia molto da dire. E' fisiologico, e purtroppo non è come cambiare uno pneumatico. Per queste cose occorre del tempo, ed io fortunatamente sento di averne guadagnato tanto, anche grazie ad aiuti "esterni" che in tutto ciò hanno avuto un ruolo cruciale. E non ho alcuna fretta, per quanto si possa sentire la mancanza di quel "calore" e di quella sfera intima. Tutto tornerà a scorrere, in modo naturale.
L'impazienza, quella si, resta legata al progetto di indipendenza e, meglio ancora, alla sua realizzazione. La prospettiva di una nuova vita in un nuovo appartamento (si spera bilocale) mi elettrizza non poco. Certo, il dispendio di energie sarà notevole, non sono così sprovveduto da non pensarlo. Ma saranno comunque problematiche "nuove" da affrontare, diverse dalla routine sistematica e, per quanto toste, non riusciranno a smorzare le sensazioni positive.
Potrei in ultimo citare le perplessità in un ambito lavorativo sempre più incerto e lontano dalle aspettative, la ricerca di una posizione, in questo senso, più stabile ed appagante, o il convergere di opportunità improvvise, che però possano implicare decisioni non facili ed aprire a scenari imprevedibili. Insomma, pur non essendo stato particolarmente dettagliato, credo di aver reso l'idea.
Ora, non penso di riuscire a distinguere quali tra questi elementi abbia avuto, o quantomeno, stia avendo maggiore impatto sulla mia psiche. Ma so che tutta questa roba qua, nel suo insieme, di tanto in tanto, riesce ad imprimere su di me una sua "forza peso", una sorta di gravità oscura, non difficile da riconoscere. Un qualcosa che, spesso, riesce a traslare dal quotidiano, dal mondo reale, delle sensazioni, dei rapporti interpersonali, fino a raggiungere quella dimensione onirica, di cui parlavo inizialmente. Ed è proprio da lì che si generano questi incubi, questi momenti di paura mista a perplessità, improvvisi e fulminei, durante il sonno.
A me non capita spesso di ricordare l'oggetto dei miei sogni, salvo alcuni casi particolari. E' strano, lo ammetto, ma a volte capita di svegliarsi con la sola consapevolezza di aver "vissuto" un sogno in qualche modo particolare. Tuttavia, per quanto riguarda l'incubo, il brutto sogno, mi è senz'altro successo di averne avuto uno ricorrente, di cui riesco a ricordare bene qualche tratto:
Lo scenario è quello della mia camera, gli spazi sono sicuramente più angusti rispetto alla norma, così come il buio è nettamente dominante. La visuale è in soggettiva, e da sulla porta della stanza, inizialmente semichiusa. Il silenzio è assordante, si percepisce anche il più debole respiro.
Poi la porta si apre, lentamente ma in maniera inesorabile. Ciò che ne viene fuori, è una figura umana, non definita, di cui si distingue a malapena il contorno, che comunque emerge rispetto all'oscurità circostante. Il suo volto è completamente anonimo, privo di tratti, senza bocca, senza espressione.
Si avvicina a me, in maniera lenta, sollevando le braccia e portandole alla mia testa.
Senza alcun motivo apparente, la sua forza aumenta, tendendo a schiacciarmi al suolo, opprimendomi con la sua intera figura. E' come se una parte di me, il mio inconscio forse, volesse svegliarsi, sentendo tutto il peso di quell'agguato sulle palpebre. Faccio non poca fatica a farlo e dopo qualche istante, riesco a svegliarmi di soprassalto, nella normalità della mia camera.
Avrò avuto quest'incubo tre o quattro volte, in quest'ultimo periodo. So che esiste una specie di simbolismo, e persone che sono in grado di interpretarli, traducendone il senso ed il possibile significato. Forse dovrei rivolgermi, giusto per curiosità, a qualcuna di queste persone, cercando di ottenere un'eventuale spiegazione sul senso di questo sogno così particolare.
Oppure, più semplicemente, sperare di ritrovare quel senso di serenità e spensieratezza, che riusciva ad accompagnarmi anche durante il sonno.

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