Sono ancora qui, a fare i conti con me stesso, con l'incertezza di una trasferta lavorativa sempre più indefinita, la cui scadenza sembra sempre più impossibile da definire, da prevedere. Non so quanto questo incida, quanto possa influire sul mio attuale stato d'animo. Questo mese, o poco meno, di assenza dalle pagine del Blog, contiene un bel po' di roba: non saprei davvero da che parte cominciare.
I primi giorni di Maggio, in
particolar modo, sono stati frenetici, pieni, ricchi di significato e di
esperienza, e devo ammettere che non sempre sia stato capace di non farmi
travolgere dagli eventi e dai relativi quanto molteplici sviluppi. Che poi, a dirla
tutta, potrebbe davvero essere la parte più interessante.
Inutile rimarcare quanto peso
abbiano avuto le giornate lavorative (talvolta lunghe fino a 10 ore), i periodi
a ridosso di scadenze improcrastinabili, le esigenze di business, i pranzi al
volo, i cambi forzosi di albergo per il budget ristretto. Non avevo mai considerato la possibilità di poter essere in balia dell'alta stagione.
E’ un bell’insieme di roba, tutte cose che, senza dubbio, prese
singolarmente non avrebbero poi un impatto così rilevante. Ma, come sosteneva
Totò (ed è raro che non sia d’accordo con le sue citazioni),”è la somma che fa
il totale”. Azzecatissima quanto mai, nella fattispecie.
A scanso di equivoci, non vorrei che tutto questo risuonasse come
una litania di lamentele, o come un piagnisteo ingiustificato. Gli impegni
in ufficio, combinati a quelli “extra”, aiutano a distrarsi, tendono a non
farmi pensare troppo in negativo, contribuiscono a far trascorrere quasi in
maniera inconsapevole le giornate, ma d’altro canto, inizio sempre più a temere
che nelle settimane a venire, ci possa essere sempre meno tempo da dedicare ad altro.
E, sempre soffermandomi all’aspetto della quotidianità, sebbene non abbia
cambiato idea su quanto mi piaccia, e quanto trovi interessante il mio lavoro
(specialmente in questa sua dimensione di sviluppo, decisamente più creativa),
devo ammettere che il livello di difficoltà si sia alzato, e non di poco.
Non che non sia uno abituato a dover fronteggiare compiti e
responsabilità ben oltre le proprie competenze. Fa parte del mestiere. E lo
dico realmente in tutti i sensi.
Esiste una possibilità, dentro me ne sono assolutamente convinto, che il trovarsi di fronte a questo muro di "precarietà", un un certo senso, di fronte ad uno stato periodicamente consolidato di incertezza, senza appigli sicuri, senza visibilità, senza aver modo di conoscere la propria sorte, incrementi, se non del tutto almeno in parte, questo fastidioso stato di malessere, che di tanto in tanto riesce ad affiorare. E' vero, lo so, in fondo anche questo "faceva parte del piano". Mi hanno spedito a Roma, parlandomi di un periodo variabile, da sei mesi ad un anno. Se questi due termini fossero, per assurdo, gli estremi di un intervallo (ogni tanto anche io riesco a far sfoggio delle mie reminiscenze matematiche), mi troverei sicuramente più vicino al secondo. E non sembra che si tratti di una posizione definitiva. Resta ancora tutto in via di definizione. Un viaggio ancora molto misterioso.
Che, se da un lato può anche starmi bene per il senso positivo di imprevedibilità, di possibili risvolti positivi insomma, dall'altro inizia ad influenzare le certezze costruite finora, a mettere a rischio la solidità dei legami costituiti, per i quali sento di voler investire tutto ciò che ho, senza risparmiarmi. Fino a prova contraria, ovviamente.
Esiste una possibilità, dentro me ne sono assolutamente convinto, che il trovarsi di fronte a questo muro di "precarietà", un un certo senso, di fronte ad uno stato periodicamente consolidato di incertezza, senza appigli sicuri, senza visibilità, senza aver modo di conoscere la propria sorte, incrementi, se non del tutto almeno in parte, questo fastidioso stato di malessere, che di tanto in tanto riesce ad affiorare. E' vero, lo so, in fondo anche questo "faceva parte del piano". Mi hanno spedito a Roma, parlandomi di un periodo variabile, da sei mesi ad un anno. Se questi due termini fossero, per assurdo, gli estremi di un intervallo (ogni tanto anche io riesco a far sfoggio delle mie reminiscenze matematiche), mi troverei sicuramente più vicino al secondo. E non sembra che si tratti di una posizione definitiva. Resta ancora tutto in via di definizione. Un viaggio ancora molto misterioso.
Che, se da un lato può anche starmi bene per il senso positivo di imprevedibilità, di possibili risvolti positivi insomma, dall'altro inizia ad influenzare le certezze costruite finora, a mettere a rischio la solidità dei legami costituiti, per i quali sento di voler investire tutto ciò che ho, senza risparmiarmi. Fino a prova contraria, ovviamente.
Nonostante questo, tralasciando per un attimo tutto l’insieme dei
miei doveri professionali, etici, ecc ecc, tutto sommato, posso dire che non si
stia poi così male. Come è giusto che sia, le temperature inizieranno a salire
(procediamo spediti, sempre più di prepotenza verso l’Estate), inutile spendere
ulteriori opinioni a riguardo della mia insofferenza per il trimestre in
questione. Esula dalla faccenda il discorso “ferie”, per le quali sono e sarò
sempre un entusiasta sostenitore. A proposito, c’è ancora un viaggio da
organizzare, una meta da scegliere per bene, varie modalità, itinerario e luoghi
di interesse, ma avendo già previsto il sovraccarico di impegni delle prossime
settimane (con un occhio di riguardo alle mie finanze, detto proprio
onestamente), credo che alla fine opterò per un viaggio in Polonia,
possibilmente spaziando tra Cracovia (di cui mi hanno detto un gran bene),
Varsavia e, se possibile, inserendo un tour in quel di Auschwitz. Ce la posso
fare.
Ciò che invece proprio non sarò in grado di fare (ma sono già abbondantemente in
modalità “me ne farò una ragione”), è prevedere questa ondata di “cambiamenti”,
o forse sarebbe meglio dire di novità, che già in questi tiepidi giorni di
Maggio, ed oltre ogni ragionevole dubbio, andranno a condizionare le prossime
settimane, i prossimi mesi e, come francamente inizio ad augurarmi, il prossimo capitolo della mia vita.

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